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Cultura - Viterbo - Il secondo modulo del master si è concluso domenica

Apprendisti narratori a Ferento…

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Viterbo - Apprendisti narratori di comunità a Ferento

Viterbo – Apprendisti narratori di comunità a Ferento

Antonello Ricci e Marco D'Aureli

Antonello Ricci e Marco D’Aureli

Il master per Narratori di comunità a Ferento

Il master per Narratori di comunità a Ferento

Il master per Narratori di comunità

Il master per Narratori di comunità

Il master per Narratori di comunitàIl master per Narratori di comunità

Il master per Narratori di comunità

Viterbo – Secondo modulo staccato con successo, master per “Narratori di comunità” in orbita.

Gallery: Apprendisti narratori a Ferento – slide

Anche il secondo modulo del master targato Dibaf Università degli studi della Tuscia e Banda del racconto si è chiuso con successo. Nonostante la pioggia persistente, infatti, domenica mattina gli apprendisti narratori sono usciti en plein air per un sopralluogo in situ a Ferento: tra teatro e decumano della città romana, tra torri basso medievali e muri bizantini. A immaginare, sotto gli ombrelli ma soprattutto sotto le attente cure dell’antropologo di Banda del racconto Marco D’Aureli e di Antonello Ricci, un possibile evento itinerante da realizzare proprio qui. Sono state discusse questioni di logistica, di itinerari possibili e di strategie nella scelta delle “stazioni”, dei criteri di scelta di brani adatti al caso; sono inoltre stati tematizzati i rapporti tra “aura” del luogo e parola detta ad alta voce nonché forniti i primi rudimenti di drammatizzazione indispensabili al format passeggiata/racconto. Assente giustificato il maestro Pietro Benedetti, costretto a letto da una fastidiosa bronchite. Fotografo d’eccezione, Davide Ghaleb (di professione: “santissimo” editore).

Negli intervalli di pioggia battente, la lezione si è spostata indoor, accolta nella casetta di legno adiacente al recinto, per dibattere di tecniche artigiane e “poetiche” sottese a quel “pretesto” che gli uomini di Banda da sempre chiamano “il copioncino”. La lezione itinerante è stata arricchita da una intensa e appassionata visita condotta con maestria, professionalità e affabilità dalla guida Simona Sterpa: nel corso della quale gli apprendisti narratori hanno potuto anche riflettere su analogia e discontinuità tra i modelli narrativi che connotano le due pratiche (visita guidata, appunto, e narrazione di comunità).
L’evento era organizzato in collaborazione con Archeotuscia – la nota associazione locale da sempre attiva nel vasto e impegnativo settore delle patrimonialità archeologiche del territorio – che da tempo si fa carico con dedizione e rigore della pulizia e dell’apertura (in altre parole: della valorizzazione) del sito di Ferento.

Nel corso dei giorni precedenti gli apprendisti narratori si erano lungamente preparati all’uscita sul campo. Tra venerdì pomeriggio e sabato mattina, le prime due lezioni frontali condotte da docenti dell’ateneo viterbese – molto partecipate nonché arricchite in coda da numerose domande, alle quali i docenti stessi non hanno voluto sottrarsi. Venerdì è toccato all’archeologo classico Stefano De Angeli, che ha approfondito il tema dei “paesaggi culturali” con particolare riferimento all’idea di paesaggio nella storia dell’arte: dai medievali “Effetti del buon governo sopra la città” di Ambrogio Lorenzetti alle due città raffigurate sull’omerico scudo di Achille. De Angeli ha sostenuto alcune intriganti analogie a proposito di regole d’arte e status sociale tra aedo preclassico e Narratore di comunità (affacciato, quest’ultimo, sugli spalti inquieti della contemporaneità).

Sabato mattina è stata invece la volta dell’archeologa medievale Elisabetta De Minicis, che si è soffermata prima sulla nozione interdisciplinare di “archeologia del paesaggio” (compreso l’affaticato e però fecondo affermarsi di questa mentalità nella tradizione italiana di scavi e studi); per poi proporre alla platea una carrellata di slide ragionate sugli scavi che l’Università della Tuscia va conducendo – ormai da decenni – proprio sul sito di Ferento.

Nel pomeriggio infine, “sugo co’ le rigaje” per tutti. Lezione dialogata per tradurre racconto i contenuti scientifici acquisiti nelle precedenti sessioni nel lessico (e per sistemarli nella filiera artigiana) di Banda del racconto. Momento intensamente partecipato da parte degli apprendisti narratori, condotto da Antonello Ricci e Marco D’Aureli. A giudizio unanime: tutto ottimo e abbondante.

Il master riprenderà col suo terzo modulo, fissato da venerdì 10 a domenica 12 marzo. Protagonista: il caso urbanistico di San Martino al Cimino. Lezione frontale della docente Unitus Ida Catalano. Domenica mattina uscita in compagnia degli uomini di Banda del racconto: protagonisti Donna Olimpia Maidalchini, lo spazzino Pippavecchia, nonna Lidimonda e sua figlia Mirella, il Vittorio De Sica del Medico e lo stregone di Mario Monicelli.


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6 marzo, 2017

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