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Viterbo - Politica - Marini replica alle critiche di Arena sull'incarico in consiglio comunale

“Ho concordato con Sberna la nomina a capogruppo”

di Paola Pierdomenico
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Giulio Marini

Giulio Marini

Viterbo – “Ho deciso di comune accordo con Sberna la nomina a capogruppo”. Giulio Marini (FI) non ci sta. Giovanni Arena lo attacca di non aver concordato col partito l’incarico di capogruppo in comune dopo che Ubertini ha lasciato per aderire a FdI. Marini sbotta.

“Lo sport che secondo me pratica Arena in questo periodo è il nuoto – dice Marini -. Probabilmente non ha preso aria e adesso non ragiona come si dovrebbe. Il gruppo di FI, in comune, non è molto numeroso: siamo io e la consigliera Antonella Sberna, ed è scontato che io abbia concordato con lei questa decisione.

Mi pare invece che quando lui è stato nominato coordinatore comunale, non si è confrontato coi 600 iscritti di Viterbo. Ha preso l’incarico ed è andato avanti.

Non capisco nemmeno perché in questi quattro anni, quando all’inizio della legislatura, noi consiglieri non abbiamo dormito la notte per formulare un’attenta opposizione al bilancio, trascorrendo una decina di giorni a lavorare senza sosta, lui non c’era. Come mai si sveglia adesso? 

Con tutto il rispetto e l’affetto che nutro per lui, in questo periodo, però, eccetto le sue cene elettorali non ha fatto altro. Non si è mai confrontato col gruppo consiliare affinché ci fosse un’azione univoca e questo perché c’è una strategia di fondo che sta perseguendo con altri e che è quella di agire in solitaria. Lo ha dichiarato lui stesso, quando ha detto che se non ci sono le condizioni di un programma comune per le elezioni, Forza Italia potrebbe anche muoversi autonomamente”.

Sul partito unico, Marini è chiaro. “Personalmente, non ho mai detto nulla su questo argomento. Se Arena vuole rispondere a Fratelli d’Italia, parli direttamente con loro, senza però coinvolgere me. Io aderisco a Forza Italia, che è il mio partito, e che, a livello nazionale, non ha dato ancora un’indicazione su come vuole svolgere le elezioni. Nel momento in cui lo farà, sceglierò il da farsi. Con Giovanni, abbiamo gli stessi anni di militanza e siamo alla pari, per cui non capisco questa sua presa di posizione”.

Marini avanza altri dubbi. “Non capisco nemmeno che ci azzecca collegare la mia nomina a capogruppo a dichiarazioni sul partito unico, poi col Ppe e il futuro strategico di Forza Italia per le comunali, che oltretutto non è per niente chiaro”. 

E sulla nomina torna a ribadire. “Ho preso questa decisione di comune accordo con la consigliera Sberna e non mi risulta che il partito (?) – afferma scettico – debba esserne messo a conoscenza, specie con un gruppo così ridotto come è il nostro. Mi viene ad attaccare su una scelta condivisa quando lui è stato nominato senza che 600 iscritti venissero ascoltati e che poi avrebbero potuto anche non indicare il suo nome. Perché, in quell’occasione, non si è domandato nulla e, ora, invece, avanza perplessità.

A me, oltretutto, era stato chiesto di fare il capogruppo già 4 anni fa, ma feci un passo indietro. Inoltre, non mi sembra che Ubertini se ne sia andato perché è stato cacciato o per un cattivo rapporto con gli altri consiglieri del gruppo. Lo ha fatto perché si era stufato di un certo atteggiamento del partito. Io comunque – conclude Marini – sono di Forza Italia e ci rimango. Fino alla fine”.

Paola Pierdomenico


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6 marzo, 2017

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