Monterosi – Pensionati massacrati al Parco Giusy di Torre del Greco, assolto anche in secondo grado il figlio ex brigatista che vive a Monterosi. Ai giudici della corte d’assise d’appello del tribunale di Napoli – come riporta MetropolisWeb – è bastata mezz’ora di camera di consiglio. Il processo si è chiuso venerdì. Trenta minuti esatti per dichiarare innocente Maurizio Sorrentino, l’assicuratore di Torre del Greco accusato di aver ucciso a bastonate i suoi genitori: il padre Filiberto di 92 anni e la madre Vincenza Marcianò di 80 anni. I due pensionati vennero ritrovati morti all’interno della loro abitazione, nel Parco Giusy di corso Vittorio Emanuele, ai confini con Ercolano. Era il 10 agosto del 2009 e il figlio dei due coniugi fu il primo a scoprire i cadaveri. Quello di suo padre era riverso sul divano. Il corpo di Vincenza Marcianò fu trovato in cucina.
L’uomo, che ha 66 anni, adesso vuole un risarcimento. “Sono stato tenuto in cella da innocente, farò causa allo stato”, fa sapere, scortato dai suoi avvocati, Stefano Sorrentino e Gaetano Buondonno. Ha trascorso 17 mesi nelle celle di Poggioreale. Scrive MetropolisWeb che seduto al fianco dei suoi legali ha assistito all’intero dibattimento senza tradire emozioni. Nemmeno davanti alla richiesta di assoluzione presentata dal procuratore generale. Sicuro della sua innocenza, Sorrentino si è alzato per chiedere la parola. Snocciolando, passo dopo passo, frase dopo frase, tutti i flash di un delitto che ha segnato per sempre la sua vita. “E’ chiaro che sono innocente – il succo del concetto espresso da Sorrentino durante la sua “arringa” difensiva – ci sono tante questioni che non sono mai state chiarite in questa vicenda. Se fossero state prese in considerazione altre piste avremmo potuto evitare tutto questo. E il delitto costato la vita ai miei genitori non sarebbe rimasto impunito”.
Uno sfogo accompagnato dalla ricostruzione dei fatti. Dall’attacco a ogni singola contestazione mossa nei suoi confronti. A cominciare dal movente economico, passando per l’orario del delitto e tutte le altre accuse. Pochi minuti per raccontare la sua versione. Poi di nuovo seduto a fianco ai suoi avvocati aspettando il verdetto: uno degli ultimi atti di una storia dai contorni incredibili.
E’ la fine di quell’incubo cominciato otto anni fa. Un inferno condito da accuse infamanti e dall’onta del carcere. Adesso starà alla procura decidere se presentare o meno ricorso in cassazione contro la doppia assoluzione dell’assicuratore 66enne, in primo e secondo grado. Intanto, i legali di Sorrentino – smaltita la gioia per l’assoluzione-bis – sono al lavoro per presentare una mega-richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione. Per quegli oltre 500 giorni di carcere da “innocente”, l’assicuratore 66enne potrebbe incassare – al netto di altri indennizzi – centinaia di migliaia di euro. Un risarcimento “morale” come ripetono gli avvocati che però “non cancella ciò che ha dovuto subire”.
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