Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Enrico Gasbarra, candidato alla segreteria regionale del Pd –
Gentile direttore,
mi permetta di rispondere alla domanda contenuta nel suo editoriale: chi è sto Gasbarra?
Sono una persona normale, che vive una vita normale e il 6 gennaio pomeriggio come tutti i papà dedico la giornata a mia figlia che festeggia la Befana.
Nessun filtro, nessuna “afasia”, nessuna indisponibilità, ma semplice diritto alla vita privata in alcune ore e in determinati giorni.
Comprendo il dovere alla disponibilità che la mia funzione pubblica richiede e proprio in virtù di questo principio ho pregato ieri la sua giornalista di contattare i miei collaboratori.
Tutto qui niente di più e niente di meno.
Ma veniamo al tema per il quale mi avete cercato. Ritengo che la politica debba ritrovare la sua funzione di servizio, tagliando i privilegi e le comodità, senza dimenarsi nelle giustificazioni e nelle comparazioni (il programma di Gasbarra).
L’iniziativa del circolo di Bomarzo ha tutta la mia attenzione, perché raccoglie questo principio e penso che possa essere integrata all’azione di opposizione che consiglieri regionali del Pd stanno svolgendo alla Pisana.
Se si può fare di più e meglio qualora fossi eletto segretario sarò ben lieto di farlo.
Il grido dell’antipolitica che scuote il Paese è così forte e motivato che deve essere ascoltato e raccolto dal Pd. Ma per cambiare veramente le cose e non fermarci alla sola denuncia, bisogna portare quel grido dentro una nuova politica.
La politica deve ritrovare sobrietà, deve avere protagonisti preparati e competenti, ma deve anche essere in grado di assicurare la partecipazione di tutti i cittadini alla vita delle istituzioni.
Sono convinto che le retribuzioni per le funzioni pubbliche non possono essere abolite, in particolare quelle degli enti locali, perché la politica non può tornare a essere appannaggio solo dei ricchi, ma ritengo altrettanto giusto che da subito le indennità siano ridotte e allineate ai parametri europei.
Non è più tempo di privilegi dorati ma di sacrifici.
In questo quadro il mio programma di rilancio del partito regionale è chiaro:
Riduzione dei parlamentari, abolizione dei consigli di amministrazione politici negli enti pubblici, scioglimento degli inutili enti intermedi e limitazione del finanziamento pubblico con obbligo di destinarne una parte a un fondo di solidarietà.
Altrettanto importante è la scelta diretta dei cittadini della classe dirigente, primarie sempre e comunque per indicare i deputati, i senatori e i sindaci.
Il governo Berlusconi ha trascinato il paese dentro una crisi terribile e per uscirne ora gli italiani sono costretti a fare tanti sacrifici. Il Pd ha l’obbligo morale e politico di dare il buon esempio e di sostenere una buona azione politica: buon esempio votando a favore della riduzione delle indennità e dell’abolizione dei vitalizi parlamentari; buona azione politica indirizzando il governo Monti sempre più verso l’equità sociale e il sostegno alle fasce deboli ai lavoratori e a chi da lavoro.
Nel ringraziarla per l’attenzione porgo a lei, alla sua redazione e ai suoi lettori i mie saluti saluti.
Enrico Gasbarra
Gentile signor Gasbarra,
solo due righe, cercando di abbassare i toni, come per altro lei ha fatto nel suo intervento.
Intanto, ha visto? Rispondere è semplice, non ci vuole molto. Va detto però che un conto è fare un’intervista, un altro è rispondere per iscritto. Due cose dal punto di vista semiologico e semantico assai diverse. Ma fa niente.
Seconda cosa: lei si dovrebbe mettere d’accordo con i suoi collaboratori che ieri ci hanno spiegato che questo è il vostro metodo: tutto passa dal suo staff in prima battuta. Anzi per la verità ce lo ha detto anche lei, rimandandoci senza spiegazioni a un suo collaboratore.
Ultima cosa: tutti teniamo famiglia. Ma le assicuro che anche ieri un pezzo di paese era normalmente al lavoro (ospedali, forze dell’ordine, servizi essenziali…).
Cordialmente
Carlo Galeotti
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