Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Scrivo pubblicamente questa lettera affinché si smuovano gli animi sul tema di avvelenamento degli animali nella provincia di Viterbo, che a quanto pare ha un lungo e triste primato in questo ambito.
Siamo i primi in Italia, incredibile ma vero.
Ieri ho perso il mio cane Gea di appena un anno e il destino crudele ha voluto che morisse proprio nel giorno del suo compleanno.
Ho rischiato di perdere anche la madre, che però avrà sicuramente dei problemi a fegato e reni in futuro, conseguenze gravi per la sua salute e per la sua stessa vita.
In base a quello che il veterinario ci ha detto il veleno è stato ingerito tramite boccone avvelenato, ma per saperne di più sull’effettivo veleno utilizzato, dobbiamo aspettare i risultati delle analisi di feci e vomito, quindi ci vuole tempo.
Abbiamo avvertito non solo pubblicamente (sui social) il grave fatto, abbiamo anche denunciato l’accaduto a chi di dovere, tuttavia non basta. Io e la mia famiglia ci siamo informati sull’argomento e a distanza di trent’anni (secondo testimonianze di persone) il fenomeno non si è mai arrestato, si è anzi evoluto.
I bocconi avvelenati che hanno mangiato i miei cani si trovavano a Castel d’Asso, lungo la necropoli etrusca di Viterbo: un luogo che frequento assiduamente da quando sono piccolissima e a cui sono davvero affezionata.
Col senno di poi mi sono informata e so con certezza che la presenza di bocconi avvelenati sono state rilevate ovunque a Viterbo e provincia: Castel d’Asso, San Martino al cimino, zona dell’ospedale Belcolle, Lago di Marta, strada Teverina, Valle faul e addirittura Prato giardino.
Sono luoghi pubblici, comuni, frequentati da tutti. Ma quello che mi domando ora io è… le autorità competenti vogliono fare qualcosa per questo fenomeno gravissimo o vogliono aspettare che ci scappi la morte di un bambino per agire?
Parliamo di Castel d’Asso, Prato giardino, maledizione. Luoghi a noi cari, da noi frequentati ma lasciati a se stessi, Luoghi che dovremmo valorizzare e proteggere.
Quanti di voi portano il proprio bambino o il proprio cane a giocare in questi luoghi? Io ci vado da quando sono piccola e conosco ogni angolo di quei luoghi e mi piange il cuore a sapere come sono ridotti.
Sono laureata in Scienze dell’educazione, voglio diventare un’educatrice e quindi ho a cuore temi come questo: e in piu so per certo che i bambini sono curiosi, sperimentano portandosi tutto alla bocca quando sono piccoli, toccano tutto e rischiano tanto quanto i nostri cani se ancora non lo avessimo capito.
Non voglio arrivare a fare qualcosa solo quando sarà troppo tardi, come è stato per me e la mia famiglia, voglio agire subito e voglio che le autorità competenti facciano effettivamente qualcosa non solo per bloccare questo grave fenomeno, ma anche fare di tutto per prevenirlo.
La necropoli etrusca di Viterbo è una zona archeologica antica, piena di fascino e mistero è un luogo visitato e amato da tutti e invece oggi è un vero degrado: rifiuti ovunque, zero manutenzione e controllo, bocconi avvelenati… io non voglio vivere così.
Io non voglio dover andare in giro con il cane a guinzaglio e museruola, non voglio mettere le manette a mio figlio io voglio che vivano la loro vita come è giusto che sia.
Voglio che siano liberi di circolare senza avere la paura di essere avvelenati o chissa cos’altro. La vita non è fatta per essere in catene, ma può essere tutelata.
Come cittadina, come madre, come educatrice, come amante degli animali, ma sopratutto come essere umano voglio denunciare pubblicamente la cosa e richiedere un intervento immediato delle autorità competenti.
Non solo voglio ma per il bene di ognuno di noi, pretendo che i luoghi storici, pubblici, naturali, archeologici e di interesse di Viterbo siano rivalorizzati e tutelati.
Spendessero soldi per le cose davvero essenziali, che fanno vivere meglio la cottadinanza invece di pensare ad aprire negozi e ad incentivare il maledetto buisness economico.
Il benessere di un popolo si misura anche da questo, io non vivo piu tranquilla sapendo quanto rischio nella città in cui sono nata, cresciuta e in cui voglio morire. Fate qualcosa prima che sia troppo tardi. E io farò quello che posso anche da sola.
Ester Cario
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