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Politica - Primarie - Interviene il candidato alla segreteria regionale del Pd

Bachelet: Non prendo il doppio stipendio

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Giovanni Bachelet

Giovanni Bachelet

– Riceviamo e pubblichiamo una nota del candidato alla segreteria regionale del Pd Giovanni Bachelet –

Poiché un articolo tuttora in prima pagina insinua già nel titolo il dubbio che io prenda due stipendi, uno come professore universitario e uno come parlamentare, sento l’urgenza di spiegare ai lettori di Tusciaweb che fin dal 1984 una legge dello Stato impone (giustamente) ai professori universitari eletti in Parlamento l’immediato congedo obbligatorio, senza stipendio.

Lo spiegavo lo scorso settembre al quotidiano Avvenire che mi intervistava sui costi della politica.

In quell’’intervista, oltre a richiamare questa legge e auspicare che una simile incompatibilità sia estesa per legge a ogni altro lavoro, sostenevo, come chi vuole legge, idee del tutto simili a quelle che ho esposto nella mia intervista a Tusciaweb.

Approfitto per un’altra precisazione. Prima del 2008 ho partecipato un’’unica volta alle elezioni politiche, non due volte. Fu nel 1996, quando, dopo aver aiutato per un anno Prodi a mettere su il primo Ulivo a Roma, accettai di essere candidato in un collegio della Camera dove nessuno voleva andare: quello di casa mia, quartiere delle Vittorie, il più forte per la destra in tutta la città, dove Fini era stato candidato nel 1994 ed aveva stravinto.

Qualcuno di noi doveva pur candidarsi lí e mi offrii per testimoniare che la politica non è solo ricerca di poltrone sicure, ma a volte servizio al Paese. Segnalo però che in tale competizione persi con onore, prendendo molti più voti di quanti ne aveva presi il candidato progressista la volta precedente e anche un numero di voti maggiore di quello della somma dei partiti della mia coalizione.

Dopo questo servizio a fondo perduto, non essendo iscritto a nessun partito, di buon grado tornai al mio lavoro di professore universitario di fisica per oltre dieci anni; nel 2007 partecipai alle primarie con Rosy Bindi e fui eletto bene al collegio di Roma centro (presi oltre il 20 per cento, una percentuale superiore alla media nazionale della lista Bindi in quella competizione), quindi aderii al nascente Pd ed accettai di essere candidato alla Camera nel 2008.

Quella volta Veltroni mi mise al numero 14 della circoscrizione Lazio 1, una posizione per niente sicura: fui eletto solo perché la Sinistra Arcobaleno non prese nemmeno un seggio e il numero di eletti del Pd risultò superiore alle previsioni. Gasbarra, invece, era stato messo da Veltroni al numero 5 di quella stessa lista: un posto decisamente più sicuro del mio.

Dimenticavo il riferimento per il mio racconto sulle liste Pd del 2008.

Giovanni Bachelet
http://www.eadessoilpdlazio.it/


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9 gennaio, 2012

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