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– Dopo un ‘interminabile finale disputata a Roma l’11 dicembre scorso Gino Giusti ha sbaragliato l’ultimo avversario e si è attaccatto al petto lo scudetto di campione d’Italia nella specialità longh champ retrocarica da 250 metri con una rosata, sei colpi sullo stesso bersaglio, con un diametro, distanza massima tra un colpo e l’altro, di 62 mm.
Dopo aver condotto sempre con largo vantagio la graduatoria Italiana aveva sofferto il terzo posto di Tuscania facendo riavvicinare il secondo in graduatoria, vincitore proprio nel poligono Viterbese, rinviando tutto, come spesso accade nello sport agonistico ad alti livelli, all’ultima meravigliosa gara.
un sabato e domenica piene di tensione e di ribaltamenti di classifica, dopo ogni serie le differenze davano un vincitore diverso, con la tensione che cresceva ad ogni tiro fino alla performance che ha stroncava qualsiasi altra velleita di vittoria di qualsiasi altro avversario, colpi magnifici ripetuti, quasi in un unico foro che comunque non hanno scoraggiato subito Bianchi che anzi riprovava e riprovava fino all’ultimo secondo quando constatando la supremazia dell’avversario si arrendeva e andava a stringere la mano al neo campione d’Italia smontava e riponeva l’arma, finalmente la resa.
Cosi dall’11 dicembre 2011 Montefiascone ha il suo campione d’Italia in una specialità che tanto aveva gia dato a Montefiascone e che da oggi puÚ vantare anche il miglior tiratore della penisola nel settore retrocarica storica da 200 metri un signore educato, rilassato, gentile nei modi che sembra sorridere anche quando mira e spara ma che fa impressione quando schiaccia il grilletto.
Lo vedi immobile senza il minimo tentennamento, non fai in tempo a renderti conto del rumore assordante e della puzza di polvere da sparo che compare, lontano, una nuvoletta di polvere quasi impercettibile segnala che qualcosa ha colpito ma che e cosa? prendi il cannocchiale per vedere il bersaglio e anche così a volte ti sembra di vedere un foro solo o un foro più grande di quello che dovrebbe essere tanto che gli altri vicinissimi ti sembrano quasi sbagliati, poi ci ti rendi conto che stai utilizzando un cannocchiale e che quel bersaglio è a 250 metri.
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