– Ha 83 anni, è invalida civile al cento per cento, per di più anche malata di cuore.
Eppure domani si vedrà arrivare alla porta l’ufficiale giudiziario che darà seguito a uno sfratto esecutivo.
Una storia dolorosa per la donna, che potrebbe trovarsi in mezzo a una strada non per sue colpe, ma a causa di una lite tra due ex, marito e moglie, la figlia dell’ottantenne e un ex giocatore di basket.
Sposati nel 1996, l’anno dopo acquistano casa a Viterbo, accendendo un mutuo e un finanziamento per ristrutturarla. Ma la loro storia finisce.
Nel 2003 si lasciano e nel 2005 arriva il divorzio. Da qui, secondo il legale della ex moglie, l’avvocato Anna Camilli, cominciano i guai. L’abitazione era di proprietà della coppia, metà ciascuno.
“L’uomo – spiega il legale – ha donato l’intero bene alla ex coniuge e per questo si è visto ridurre anche l’assegno di mantenimento, poi però ha chiesto la revoca dello stesso atto di donazione”.
Si va avanti a suon di carte bollate. Nonostante l’avvocato sostenga con forza le ragioni della sua assistita, chiedendo anche all’ex giocatore 250mila euro tra assegni di mantenimento non versati e spese sostenute dalla sua ex per estinguere le spese di mutuo, non si arriva a nulla.
“Tra l’altro – spiega l’avvocato Camilli – l’atto esecutivo fa riferimento a parti dell’abitazione che oggi sono state modificate. A un numero civico non c’è nemmeno l’ingresso. Cosa gli riconsegnamo, una finestra?”.
Un dettaglio, se confrontato a quello che la donna attualmente si appresta a vivere, salvo miracoli dell’ultimo minuto.
Un triste caso in cui, caso raro, le beghe dei figli ricadono sui genitori.
Giuseppe Ferlicca
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY