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Sport - Danza sportiva - Presidente della Free time di Tarquinia e della Fids provinciale - Martedì la cerimonia in Regione

Al viterbese Alberto Pugliesi il premio Coni Lazio

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Sport - Danza sportiva

Sport – Danza sportiva

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Martedì 28 marzo si terrà la quarta edizione del Premio Coni Lazio, erede del Premio Coni Roma, che da oltre dieci anni dà risalto a realtà ed eccellenze sportive e sociali, che vedrà coinvolti i protagonisti del 2016, tra atleti, tecnici, dirigenti e società.

Nella sala Tevere della presidenza della regione Lazio, partner dell’iniziativa, alla presenza dei massimi esponenti delle istituzioni e dello sport, il presidente del Coni Lazio, Riccardo Viola, insieme al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, consegnerà i premi a coloro che si sono particolarmente distinti nel corso della passata stagione.

Sono diciassette i riconoscimenti decretati da una commissione di giornalisti di settore e destinati al mondo sportivo del Lazio, due premi del ricordo, per le famiglie di Mario Pappagallo e Albino Garbari, un premio speciale del comitato Lazio all’allenatore e sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, e infine un premio speciale sport & simpatia all’attore e comico romano, dall’ironia travolgente, Antonio Giuliani.

Si rinnova l’appuntamento con il Premio Coni Lazio al termine di un anno ricco di avvenimenti, qualche novità e una conferma. Poter offrire a tutte queste realtà il palcoscenico istituzionale della Regione è ormai una tradizione che ci accompagna fin dalla prima edizione del 2013, ed è frutto di un’attenzione costante da parte del presidente Zingaretti e di un rapporto di collaborazione sempre più stretto, che proprio in questi giorni si concretizzerà in una serie di progetti con al centro la promozione dello sport che spaziano dal sociale alla scuola alla salute, seguendo un unico fil-rouge.

Un punto fermo rimane questa manifestazione, che oggi torna con un orizzonte temporale di ampio respiro, e nuove prospettive di crescita. In questo senso va letto l’inserimento nella commissione di giornalisti di rappresentanti di alcune testate provinciali, testimoni diretti della vita sul territorio. 

Anche per la quarta edizione il Premio Coni Lazio punta i fari sulle realtà piccole e grandi della nostra regione, offrendo il palcoscenico a giovani come Laura Rogora e Riccardo Allegrini, punte di diamante dell’arrampicata e dello sci laziale, al campione del mondo su rotelle Alessandro Spigai, all’intramontabile Fabrizio Donato. Incontrerà la prima arbitro donna del rugby azzurro Maria Beatrice Benvenuti e l’icona del judo tricolore Felice Mariani. Ascolterà il messaggio sociale e inclusivo di special olympics, che da più di due decadi rappresenta lo sport dei giovani diversamente abili. Ricorderà Albino Garbari, l’uomo dei pratoni del Vivaro e Mario Pappagallo, artista prestato allo sport. 

Ma celebrerà anche basket, volley, pentathon moderno, calcio a 5, danza sportiva, twirling, pesca sportiva e golf, con il premio “Impronta” che quest’anno verrà assegnato a due dirigenti di lungo corso Coni come Enzo De Grandis e Carlo Scatena. Il tutto nella migliore tradizione di una cerimonia che rappresenta, sempre di più, tutte le discipline sportive.

Riccardo Viola

ATLETA: Laura ROGORA; Alessandro SPIGAI; Fabrizio DONATO
DIRIGENTE: Roberto PIETROPAOLI; Alberto PUGLIESI
SOCIETÀ SPORTIVA: ARGOS VOLLEY Sora; EUROBASKET Roma
TECNICO: Roberto PETRONI; Felice MARIANI

Premio ANDREA PESCIARELLI
Maria Beatrice BENVENUTI; Stefano BUCCI

Premio COSIMO IMPRONTA
Enzo DE GRANDIS; Carlo SCATENA

Premio STEFANO SIMONCELLI
Riccardo ALLEGRINI; Ilenia MANGANIELLO e Anastasia CRISTINI

Premio del RICORDO
Mario PAPPAGALLO; Albino GARBARI

Premio SPECIALE COMITATO LAZIO
Sergio PIROZZI

Premio SPORT SOCIALE 
Special OLYMPICS

Premio SPECIALE SPORT E SIMPATIA
Antonio GIULIANI

LA COMMISSIONE: Gianluca ATLANTE; Ugo BALDI; Fabio BICCHIELLI; Emiliano GRILLOTTI; Antonio MAGGIORA VERGANO; Massimiliano MORELLI; Stefano ORSINI; Federico PASQUALI; Luca PELOSI; Maurilio RIGO; Carlo SANTI; Sergio TORRISI; Francesco VOLPE

Presentano la cerimonia: Cristina CHIUSO e Stefano PANTANO

Collaborazione:
 Comunicazione Globale Promotion

I PREMIATI

RICCARDO ALLEGRINI – Premio Stefano Simoncelli
Eccellere a livello regionale o interregionale nelle categorie dei più piccoli è stato un buon viatico, ma già da allora si era intuito che per Riccardo Allegrini l’obiettivo si sarebbe spostato presto verso altri traguardi. Conoscendo Alberto Tomba agli assoluti di sci del 2012 a Roccaraso, l’allora dodicenne promessa dello sci laziale aveva detto che il suo obiettivo era quello di esordire in Coppa del Mondo. Sarebbero poi arrivati successi e podi importanti, sia in slalom (il suo piatto forte) che in gigante, nei campionati italiani di categoria, nel Pinocchio sugli Sci e anche nel Topolino Nazionale e Internazionale. Nel 2016 l’alloro di maggior prestigio: il successo nel 7 Nazioni di slalom, l’evento che raccoglie i migliori prospetti d’Europa e Stati Uniti. La stagione attuale, con l’ingresso nel circuito della federazione internazionale (FIS), poteva rappresentare un ostacolo difficile da affrontare almeno inizialmente e invece Allegrini, guidato dal tecnico Andrea Truddaiu, sta velocemente scalando le classifiche ed è diventato il numero 1 al mondo della sua classe (2000). Nel breve il prossimo traguardo è l’esordio in Coppa Europa, ma considerando la sua polivalenza il limite non è stato fissato.

ARGOS VOLLEY SORA – Società Sportiva
Nata nel 1975 dalla passione di un gruppo di amici, la società Argos Volley Sora è passata, negli anni a seguire attraverso campionati provinciali e regionali prima di centrare nel 1999 la promozione in B2. Tornata poi nella quarta serie nazionale ed alzata l’asticella degli obiettivi, a partire dalla stagione 2007-08, Sora ha iniziato a scalare posizioni nel ranking italiano, un’accelerazione così decisa da permetterle di raggiungere l’A2 già nella stagione successiva. Messo nel mirino il grande e storico salto in A1, da quel momento l’Argos Sora ha preso parte, senza mai mancare un appuntamento ai playoff della serie cadetta, riuscendo finalmente ad ottenere la fortemente voluta promozione in SuperLega il 15 maggio 2016. Quel giorno, in un PalaValentia stracolmo, la Globo Banca Sora ha potuto coronare il suo sogno, portando a termine una rimonta incredibile nella s erie decisiva contro il calabresi di Vibo. Successo che nella stagione in corso consente alla Biosì Indexa Sora di godersi la meritata partecipazione al massimo campionato di casa nostra.

MARIA BEATRICE BENVENUTI – Premio Andrea Pesciarelli
Maria Beatrice Benvenuti ha la mania della precocità. E’ la più giovane arbitro internazionale di rugby, è stata la più giovane a dirigere una partita di Coppa del Mondo e la più giovane ad andare alle Olimpiadi. E’ stata infatti guardalinee a Rio 2016, quando il rugby (nella versione a sette) è tornato nel programma olimpico dopo 92 anni. Nata a Trastevere il 9 giugno 1993, Maria Beatrice ha praticato l’atletica con la Roma Acquacetosa e il triathlon, prima di cominciare ad arbitrare il rugby a 16 anni, per una scommessa. «L’inizio è stato casuale – ha raccontato al “Corriere della Sera” – Ero al mare e con i miei incontrammo il direttore di gara che per la prima volta aveva espulso mio fratello Pietro. Ci mettemmo a parlare e per far valere le mie ragioni gli chiesi se per una donna c’era la possibilit&agrav e; di fare l’arbitro». Detto fatto. Il debutto il 6 dicembre 2009: Villa Pamphili-Rugby Roma tra Under 14. Da quel momento ha bruciato le tappe: Universiadi di Kazan 2013, finale scudetto femminile 2014 e, subito dopo, la convocazione per la Coppa del Mondo femminile, in Francia, seppure solo in qualità di assistente. Ha diretto per la prima volta un match di Serie A maschile nella stagione 2015-16 e l’11 dicembre 2016 è stata al centro di un caso che ha fatto il giro del mondo. Durante Vicenza-Valsugana, infatti, è stata aggredita alle spalle, con un placcaggio durissimo e volontario, dal vicentino Bruno Doglioli: lei è finita all’ospedale, per fortuna senza serie conseguenze, il giocatore è stato radiato. “Bea” ha studiato al Giulio Cesare e segue il corso di laurea in scienze motorie. Figlia di Paola ed Alessandro, veterinario e dirigente dell’Unione Capitolina, è la prima di quattro fratelli (due femmine e due maschi). Da tre stagioni è commentatrice tecnica del Sei Nazioni per DMax.

STEFANO BUCCI – Premio Andrea Pesciarelli
Se una grande passione si potesse ingabbiare in una mera definizione, il 36enne Stefano Bucci, di professione infermiere, si potrebbe considerare senza dubbio un tecnico-divulgatore.  Un profeta della pagaia che 15 anni fa, a seguito di improvviso innamoramento, decise che era arrivato il momento di far crescere anche da noi uno sport “di nicchia” come la canoa-polo. Cinque contro cinque e due canestri come nel basket, le pagaie al posto delle mani e due tempi da 10’. Acque ferme e un campo da montare e smontare ogni volta. Giocatore, tecnico e consulente per nove società capitoline e due pugliesi, ma soprattutto allenatore della S.S. Lazio, con la quale è stato protagonista di un 2016 da primato: nove squadre iscritte ad altrettanti campionati, 65 atleti impegnati tra maschile e femminile, un secondo posto delle senior nell’A1 donne, che si è tradotto nella convocazio ne di ben tre atlete per i mondiali di Siracusa, dove le azzurre hanno timbrato il ticket per i prossimi World Games. Ma, si diceva, ancor prima dei risultati agonistici quel che conta per il romano Bucci è la promozione sportiva. Allora vale come una medaglia il primato che la Lazio ha stabilito già tre anni fa, quando per prima in Italia istituì un campus per i giovani a Sabaudia, in collaborazione con il Centro remiero della Marina e frequentato da tecnici del calibro di Elisabetta Introini. Qui oltre ad allevare piccoli talenti, si fa proselitismo tra i neomaggiorenni della canoa-velocità, quelli che non hanno modo di proseguire la carriera nel gruppo sportivo militare. Per loro il futuro può essere la canoa-polo.

ENZO DE GRANDIS  – Premio Cosimo Impronta
Enzo De Grandis, in Fipsas dal 1974, al suo quarto mandato da presidente regionale, ricorda con un velo di nostalgia il periodo d’oro della pesca sportiva nella provincia di Roma, sua città natale. Quando alla Federazione era demandata la gestione delle acque interne, nei canali di Maccarese si faceva la fila e nelle competizioni sportive al lago del Turano si contavano anche 600 partecipanti per volta. Erano gli anni ’80 e una tessera costava 12mila lire; apriva un mondo ancora ricco di carpe, carassi, trote e termoli e con i proventi di tredicimila associati ci si poteva permettere un appartamento di sei stanze a piazza dell’Emporio. Poi è arrivata la legge che, liberalizzando le acque interne, ha di fatto cancellato l’importante figura del guardiapesca (la Fipsas ne aveva più di cento), dando il via al dilagare del bracconaggio. Privata delle concessioni, la pesca sporti va ha conosciuto un lento ma inesorabile declino, perdendo fino a tre quarti dei tesserati. Certo, poi è arrivata anche la crisi economica a togliere linfa all’attività agonistica, perché 2/3mila euro per una canna in carbonio (ma si arriva facilmente anche a seimila), non sono uno scherzo. Quello che non è mai cambiato è l’atmosfera rilassata che caratterizza tutto l’ambiente, dove una gara dura tre giorni e ci si sposta spesso con tutta la famiglia al seguito, in luoghi magici e immersi nella natura. Questo è stato il percorso di Enzo e di sua moglie Rosamaria, che con gli anni ha imparato il valore della pazienza e quanto sia gratificante la preparazione e l’attesa, più ancora di un risultato che, va da sé, resta nelle mani del destino.

FABRIZIO DONATO – Atleta
Cuore, carattere, abnegazione. Aggettivi qualificati di un uomo senza età, figlio esemplare di un primo giorno di scuola, dove tutto è bello e misterioso al tempo stesso. Comun denominatore: Fabrizio Donato, figlio di un salto infinito, lui che a quasi 41anni, ha ancora voglia di stupire, di fermare il tempo, di non vergognarsi della propria carta d’identità, semmai di andarci fiero. Tieni in piedi il mondo dell’atletica leggera italiano, saltando, sempre e comunque, al di là di ogni ostacolo, come se quella pedana fosse la strada da percorrere, sempre e comunque. Oggi, come ieri, Fabrizio Donato è molto più che una semplice storia da raccontare: è l’esempio da imitare, da seguire, carpendone i segreti più profondi. Un premio dopo l’altro, una medaglia dopo l’altra, come se la vittoria più bella fosse ancora quella da raggiungere. In ca rriera, Fabrizio Donato ha vinto, per la cronaca, un bronzo olimpico nel 2012 a Londra e sempre nello stesso anno l’oro europeo a Helsinki. Tre anni prima, anche al coperto, a Torino. Il tutto con la cornice, peraltro significativa, di 22 titoli italiani, 7 all’aperto e 15 dentro le quattro mura di un palazzo dello sport. Fabrizio Donato è presente e futuro. Non potrebbe essere altrimenti dopo l’impresa del 5 marzo scorso, con l’argento agli Europei indoor di Belgrado dove, alla “giovane” età di 40 anni e mezzo, ha saltato 17 metri e 13 centimetri. Pontino di nascita, ciociaro di adozione professionale, Fabrizio Donato è il premio, per eccellenza, a chi fa dello sport, del salto triplo, molto più che una questione di vita. 

EUROBASKET ROMA – Società Sportiva
In 16 anni di vita, è riuscita a dare alla città di Roma qualcosa che mancava da 35 anni. L’Eurobasket Roma è al punto più alto della sua giovane storia, iniziata nel 2000 e proseguita con una crescita costante ma inarrestabile, che ha portato quella che era una squadra di quartiere a diventare una delle realtà più solide della Serie A2 italiana. Una crescita che non è però mai andata a discapito dell’identità di una società che ha sempre puntato su un nucleo di giocatori cresciuti nel proprio settore giovanile. Così è stato per le promozioni in DNC nel 2011, in DNB nel 2013 e in A2 nel 2016. Il simbolo è Eugenio Fanti, nato e cresciuto con addosso proprio i colori dell’Eurobasket e uno dei punti di forza della storica promozione in A2 ottenuta nelle finali di Montecatini dopo aver vinto la regular season con tre gio rnate di anticipo. L’Eurobasket, sponsorizzata Roma Gas&Power, dopo aver eliminato Empoli, Scauri e Cassino, ha ottenuto la promozione battendo la Poderosa Montegranaro 79-54. Col contributo, oltre al già citato Fanti, di altri giocatori fatti in casa come Romeo e Tomasello, bandiere come Casale e Staffieri, nuovi acquisti come Birindelli, Dip e Stanic, oltre a Petrucci, Rizzitiello e all’esperienza di Alex Righetti, medaglia d’argento olimpica nel 2004 ed ex compagno di squadra nella Virtus Roma del coach Davide Bonora. Già, quella Virtus Roma con cui in questa stagione l’Eurobasket ha disputato il derby in A2: un evento che in città mancava da 35 anni e che l’Eurobasket ha raggiunto in soli 16 anni di vita. Una storia destinata a continuare. In A2, con l’arrivo degli americani Easley e Deloach (e rinforzi importanti, tra cui il ritorno di Daniele Bonessio) e non solo: l’Eurobasket vanta un rapporto di collaborazione sul territo rio con ben 35 società ed oltre 2000 tesserati, mentre i centri minibasket, sono 15, per un totale di 1000 bambini circa. E anche il settore giovanile continua a dare soddisfazioni al presidente Armando Buonamici, che continua a far crescere la sua società senza mai fare il passo più lungo della gamba e coltiva l’ultimo sogno: uno scudetto giovanile con una squadra interamente cresciuta in casa.

ALBINO GARBARI – Premio del Ricordo
Capo scuderia, accompagnatore delle squadre azzurre, tecnico, disegnatore di percorsi e direttore del centro equestre Federale che aveva sede a Pratoni del Vivaro. Ecco chi era il cavalier Albino Garbari, autentico factotum, l’uomo che sussurrava ai cavalli oseremmo dire, che ci ha lasciato lo scorso ottobre all’età di 82 anni. Curava i percorsi di gara, Albino, e nella sua carriera ha avuto l’onore di poter disegnare quello olimpico di Atene 2004. Espressione e testimone, anche continuatore della splendida tradizione italiana cominciata con il tenente Caprilli, Garbari ha contribuito in maniera eccezionale allo sviluppo dell’equitazione portando al vertice mondiale il centro di Pratoni del Vivaro che adesso attende il rilancio e che potrebbe essere intitolato a lui. Quella è stata la sua “scuola”, la scuola dove sono cresciuti tanti campioni che hanno dato lustro all’equitazione italiana, dai fratelli D’Inzeo a Mauro Checcoli, ma non solo loro. Istriano di nascita, dopo aver vissuto a Padova, Albino alla fine degli anni Cinquanta è approdato a Pratoni del Vivaro e da lì non si è più mosso.

ILENIA MANGANIELLO e ANASTASIA CRISTINI – Premio Stefano Simoncelli
Sport non molto conosciuto ma decisamente affascinante, il twirling prende il suo nome dall’inglese “to twirl”, letteralmente “far roteare”. La disciplina unisce a movimenti propri della danza, ginnastica ritmica ed artistica, l’uso di un bastone che viene lanciato in aria o fatto roteare sul corpo.
Il twirling unisce le capacità fisiche della ginnastica e della danza, l’espressione artistica e il senso estetico del pattinaggio e del balletto, e combina la tecnica di ognuno di questi sport. Tante le atlete laziali che si sono distinte nel 2016 e tra queste spiccano i risultati di Ilenia Manganiello e Anastasia Cristini, tesserate con il Club Twirling Artena e capaci di ottenere vittorie importanti nella categoria Artistic Pair nel campionato specialità tecniche del centro Italia. Dopo l’oro ottenuto nella tappa di Cerreto d’Esi, le due ragazze si sono imposte anche nella successiva tappa di Colleferro, guadagnandosi la partecipazione al Campioanto Italiano Specialità Tecniche, dove Anastasia Cristini ha partecipato anche nel Solo Junior.

FELICE MARIANI – Tecnico
Felice Mariani, che ha 63 anni, è stato il primo judoka italiano a vincere una medaglia olimpica nella sua disciplina, il bronzo a Montreal nel 1976 nella categoria dei 60 chilogrammi. «In Italia il judo era considerato un fenomeno da baraccone», disse allora Felice che in carriera ha vinto tre volte di fila il titolo di campione d’Europa (1978, 1979, 1980) mentre ai Mondiali ha conquistato per altrettante volte il bronzo (1975, 1979 e 1981). Da aggiungere anche i cinque titoli italiani. Il judo è, per Mariani, uno stile di vita. Dopo la lunga e prestigiosa carriera agonistica, è diventato il commissario tecnico della nazionale azzurra e ha contribuito alla vittoria olimpica di Giulia Quintavalle a Pechino 2008. Per dare un ulteriore contributo, l’ex campione azzurro è stato nominato, nel 2013, segretario generale aggiunto dell’osservatorio nazionale bullismo e doping. Con lui, in questa importante associazione, altri campioni di fama, da Jury Chechi ad Antonio Rossi, da Roberto Cammarelle ad Alex Zanardi.

MARIO PAPPAGALLO – Premio del Ricordo
Si può avere una vita piena e gratificante e andarsene presto. Il dolore, in questo caso, per chi resta, viene diluito dalle tante manifestazioni d’affetto e dalla consapevolezza di avere raccolto un’eredità preziosa. Segni tangibili che il tempo non può scalfire. La parabola umana e personale di Mario Pappagallo li raccoglie tutti, restituendoci l’immagine di un uomo compiuto, poliedrico nella sua complessità. Lo sport e la musica come compagni di un viaggio interrottosi a soli 64 anni, ma contrassegnato da tappe importanti. Tre figli indipendenti: Alessandro, che vive a Dublino e lavora per Google dopo un master sull’intelligenza artificiale; Martina, che ha seguito il marito a Innsbruk con i due figli; Emilio, il più grande e il più simile al papà, con cui ha condiviso la passione per la musica, oggi direttore artistico di Radio Rock. Non si & egrave; mai pronti a lasciare chi si ama, ma se accade la cosa più importante è non avere rimpianti. Emilio ha fatto in maniera che non succedesse. E di quel genitore a tratti ingombrante, dalla personalità forte, ma comunque schietto e diretto ha conservato gli insegnamenti migliori. Oggi ricorda il suo percorso sportivo, tutto dentro lo CSEN, che nella capitale ha contribuito a creare e a far crescere; la vicinanza alle persone più deboli, alle detenute di Rebibbia (esperienza da cui trasse una delle 200 e passa canzoni di sua produzione), alla disabilità. Ma soprattutto la sensibilità e l’alto senso morale.

ROBERTO PETRONI – Tecnico
Il pentathlon moderno è da 45 anni la vita di Roberto Petroni, prima atleta e in seguito tecnico in forze alle Fiamme Oro. Nato nel 1957 a Poggio Mirteto (Rieti), Petroni ha iniziato a praticare il pentathlon moderno all’età di 15 anni. Nel 1977 ha ricevuto la prima convocazione in nazionale, vincendo in carriera due bronzi a squadre ai Mondiali del 1981 e ’82, e facendo parte, da riserva olimpica, della squadra oro olimpico a Los Angeles nel 1984. Nel 1986 si ritira dalle competizioni rimanendo nell’ambiente come tecnico federale. Tra i tanti atleti che allenato in carriera facendo parte dello staff della nazionale, spiccano la vice campionessa del mondo individuale e iridata a squadre e staffetta Fabiana Fares e la campionessa del mondo ed europea Claudia Corsini. Da oltre 30 anni consecutivi è nello staff tecnico della Federazione Italiana Pentathlon Moderno, e in carriera ha ricoperto anche l’incarico di coordinatore tecnico della nazionale femminile in occasione degli ultimi Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016.

ROBERTO PIETROPAOLI – Dirigente
La passione per lo sport, neanche a dirlo, è il tratto distintivo di Roberto Pietropaoli che da innamorato della pallacanestro – “ma non quella a  tabellone” come ama ripetere – non poteva allontanarsi troppo. Così ha scelto sempre cinque giocatori e una palla. Ma senza canestri. Con le porticine e un impianto che rischiava, a Rieti, di morire. Fondato nel 1999, il Real Rieti calcio a 5 ha portato i suoi colori in tutta Italia: prima le piazze meno blasonate, nei campi di periferia e nelle categorie degli amatori, poi sempre più su fino alla Serie A conquistata tramite i playoff di serie A2 nel 2010/2011. Da quel giorno per il Real Rieti e per Pietropaoli è stata sempre massima serie tra lotte amare e gioie enormi, come quella Winter Cup vinta in casa alla prima edizione, la tiratissima finale playoff scudetto con Asti con quasi mille reatini in trasferta a Teramo e la favo la della Uefa Futsal Cup, la Champions League del Futsal con il meglio del calcio a 5 continentale. Pietropaoli e la sua creatura sono stati autori anche di un vero e proprio record: la trasferta più lontana di una squadra reatina, quella affrontata per arrivare ad Almaty, in Kazakhstan. Pietropaoli vive di emozioni e non è un mistero il suo essere vulcanico, istintivo ma anche di parola e pronto al confronto, pur duro. Cinquantatre anni il prossimo 29 dicembre, sempre accanto alla sua Antonella, Roberto Pietropaoli è commercialista e consulente del lavoro tra la sua città e Milano. Col Real Rieti nel cuore.

SERGIO PIROZZI – Premio Speciale Comitato Lazio
Personaggio suo malgrado, complice quel maledetto terremoto che ha devastato il centro Italia. Ma unico nel suo percepire il fatto di poter sfruttare la sua immagine di sindaco di Amatrice proprio per tenere desta l’attenzione di politici, istituzioni e chiunque altro sul dramma del sisma. Sergio Pirozzi avrebbe meritato un Seminatore d’oro per la capacità d’essere allenatore vincente, visto che ha ottenuto promozioni storiche alla guida di Amatrice, Sorianese, Ostiamare e Rieti, quest’ultimo riportato nei professionisti dopo 62 anni. Per tacere del Trastevere, ultima squadra allenata, condotta in serie D, mica bazzecole. Poi la terra ha tremato, tanto, troppo, e la carriera da mister si è stoppata. Mera consolazione il fatto che lo abbiano cominciato a conoscere tutti gli italiani, e non solo gli appassionati di calcio. Comunque il Seminatore d’oro lo meriterebbe oggi più che per l’attività da allenatore, per come sta cercando di ricostruire quel pezzo d’Italia dove adesso c’è bisogno di tutto. E dell’aiuto di tutti. 

ALBERTO PUGLIESI – Dirigente
Alberto Pugliesi, viterbese classe 1934, si può dire che abbia portato la danza sportiva nella Tuscia. Presidente dal 1972 della Free Time di Tarquinia e provinciale della Fids, ha retto con passione e caparbietà la carica fino al 2016, quando finalmente è stato trovato un sostituto all’altezza del compito. Le società di danza sportiva nel 1972 in provincia di Viterbo erano tre, una a Tarquinia, una a Civita Castellana e una a Montefiascone. Con gli anni sono diventate quindici le società affiliate alle Fids. I tesserati, da poche decine nel corso degli anni sono arrivati ad oltre un centinaio, contribuendo a fare del movimento sul territorio una realtà attiva e vivace. Infatti, almeno trenta sono i titoli regionali conquistati dalle società viterbesi nel corso degli ultimi anni. A Viterbo, sull’onda di questa crescita numerica, sono stati organizzati una decina di appuntamenti a livello nazionale e una ventina a livello regionale delle varie specialità di ballo. A coronamento di questo percorso, è arrivato nel 2015 dal Lussemburgo, grazie alla la coppia Buzzi-Lanzi il titolo mondiale nei balli latino americani.   

Laura ROGORA – Atleta
Laura Rogora è una ragazza romana di 15 anni che frequenta il liceo scientifico ed è appassionata di sport. Fin qui niente di strano, ma se pensate che questo “scricciolo” di 40 chilogrammi di peso per 151 centimetri di altezza è, fino a oggi, l’unica donna italiana riuscita a chiudere una via di difficoltà 9a, allora potete inquadrare più facilmente le potenzialità di questa straordinaria atleta sottratta alla ginnastica artistica con cui si era cimentata per due anni prima di iniziare ad arrampicare. Seguendo le orme paterne, Laura ha cominciato ad arrampicare all’età di quattro anni e mezzo, e da quell’esordio in falesia alla palestra vicino casa il passo è stato breve, tant’è che già all’età di 8 anni, nel 2009, ha vinto il suo primo Campionato italiano giovanile a Treviso. Una partenza fulminante che l’h a portata a raggiungere numerosi risultati di rilievo tra cui il terzo posto al Campionato del mondo lead e combinata, il titolo di campionessa italiana senior lead e boulder, quello di campionessa europea lead e combinata e di vicecampionessa europea boulder, il terzo posto al Campionato del mondo lead e combinata e poi lo scorso anno ha espugnato “Grandi Gesti” alla Grotta dell’Arenauta di Sperlonga, realizzando così il primo 9a femminile italiano. Non un traguardo ma un punto di partenza, uno sprone a fare sempre meglio, motivo per cui Laura si allena cinque volte alla settimana, tre giorni in palestra, alla Climbing Side con il suo allenatore, Alessandro Marrocchi che la segue con passione e attenzione. Dopo un 2016 trionfale, quest’anno l’obiettivo principale di Laura è il campionato del mondo giovanile in programma a settembre, dopodiché potrà concedersi un po’ di relax per sognare di partecipare alle Olimpiadi giovani li del 2018 e ai Giochi olimpici di Tokyo del 2020.

CARLO SCATENA – Premio Cosimo Impronta
Il Dottor Carlo Scatena, nato nel 1940 a Roma, è un imprenditore prestato al mondo dello sport da quasi venti anni. E’ entrato a far parte del mondo del golf alla fine degli anni ’90 come amatore al Parco di Roma Golf Club, circolo nel quale è entrato dopo pochi anni nel consiglio di amministrazione intraprendendo la carriera da dirigente sportivo. Nel 2006 è stato eletto alla carica di consigliere federale del Comitato Regionale Lazio della Federgolf, ricevendo l’incarico di vice presidente in quanto risultato il più votato tra i consiglieri. Nel 2008 è stato eletto presidente del CR Lazio: ruolo che ricoprirà sino al 2020, in quanto rieletto per la terza volta nel gennaio 2017. Lo scorso anno il Lazio ha vinto medaglie in tutte le competizioni nazionali, diventando il comitato italiano leader a livello agonistico. Per il prossimo quadriennio si è pos to l’obiettivo di far diventare il Lazio la prima regione italiana per turismo legato al golf: una sfida che per le sua passione e competenza vincerà sicuramente.

SPECIAL OLYMPICS – Premio Sport Sociale
Special Olympics è un programma internazionale educativo di allenamento sportivo e competizioni atletiche per le persone, ragazzi ed adulti, con disabilità intellettiva che propone ed organizza allenamenti ed eventi per ogni livello di abilità. Le manifestazioni sportive sono aperte a tutti, sulla base di regolamenti internazionali continuamente testati e aggiornati. Nel mondo sono oltre 170 i paesi che adottano il programma Special Olympics e “Che io possa vincere, ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze” è il giuramento degli atleti, riconosciuti nel nostro paese da oltre 30 anni dalle autorità politiche e sportive, inizialmente all’interno dell’ex federazione disabili e poi dal 2003 in autonomia. Nel Lazio, tra atleti e atleti partner, ci sono oltre 2.000 praticanti, divisi in 12 sport estivi (dai più noti come calcio e nuoto, ma anche più di nicchia come badminton e bowling) e 4 invernali, per oltre una cinquantina di Team, compresi quelli scolastici. La peculiarità di queste squadre è che non comprendono solo dirigenti, tecnici e atleti, ma anche l’area psicomedico pedagogica, delle famiglie e dei volontari e partner. Il Lazio fa la sua parte in maniera costante sia dal punto di vista organizzativo, con almeno due appuntamenti della Settimana Europea del Calcio (tra maggio e giugno) e quella del Basket (tra novembre e dicembre), che da quello agonistico (ben 11 atleti agli ultimi Giochi Mondiali di Los Angeles, circa il 10% dell’intera delegazione). E non c’è un’età per partecipare: si inizia dalla scuola d’infanzia e si arriva fino ai Master.

ALESSANDRO SPIGAI – Atleta
Otto ruote per sognare. Al parco di Pietra Rosa, a due passi da Roma, nessuno avrebbe mai immaginato che quel bambino sui pattini a rotelle potesse arrivare a tanto. Ad Ostia, la sua Ostia, hanno però cominciato ad intuirlo quando ogni 25 di aprile al palazzetto dello sport a Castelfusano era sempre lui a mettersi in mostra su quelle velocissime otto ruote.  Sembrava seguire un ritmo innato, unico nel suo genere. Un ballo sulle rotelle che lo ha portato a creare uno stile nuovo, rendendo l’hip hop leggero e ammirevole. Dopo aver pattinato a Viterbo, Bologna e Rimini, si laurea nel 2012 e 2013 Campione del Mondo, categoria “solo dance” e in coppia danza con Anna Remondini. A Auckland ha rapito letteralmente gli sguardi dei giudici con il suo “volare”.  Impresa, quella di salire sul tetto del mondo, nella quale si è ripetuto con Elena Leoni nel 2015 e nel 2016 a Nova ra nella specialità coppie danza.  Punteggi eccellenti come quelli ottenuti a Calì in Colombia: 9.7, 9.8, 9.9, 9.9 e 10. Numeri incredibili per chi conosce la difficoltà di questa disciplina dove tecnica, forza e coordinazione sono fondamentali per volteggiare. Prima, nel 2010, col piccolo gruppo Show Roma Roller Team, era già stato in cima al mondo ai vertici della categoria “piccoli gruppi”. Tesserato come atleta con la società Sport Academy Valle dei Casali Roma, il suo sogno adesso è dotare anche la capitale di una pista coperta e di far crescere la sua società, dove è allenatore delle giovani promesse, il cui nome è tutto un programma : “Pattinaggio Artistico Romano” .


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22 marzo, 2017

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