Viterbo – (g.f.) – Chi ben comincia… Primarie Pd, sono iniziati i congressi nei circoli della Tuscia e nei primi due, a Valentano e Villa San Giovanni in Tuscia, ad avere la meglio è stata la mozione di Andrea Orlando.
Ma il grosso deve ancora arrivare e la partita è iniziata. Così, oggi, chi sostiene la candidatura del ministro alla Giustizia per la segreteria del Partito democratico, si è riunito alle Terme dei Papi. Un po’ campagna elettorale e un po’ riunione tecnica.
Alessandro Mazzoli, Alessandra Terrosi, deputati, Enrico Panunzi e Riccardo Valentini, consiglieri regionali e Mauro Mazzola, presidente della provincia al tavolo.
“Dobbiamo riunire il Pd – spiega Alessandro Mazzoli – per riunire il Paese, un’esigenza che non è soltanto di una parte del Pd”
E’ Mazzoli a spiegare l’esito del voto nei primi due circoli, mentre è in corso quello a Vetralla. A Villa San Giovanni in Tuscia, 13 voti sono andati a Orlando, 9 a Renzi e uno a Emiliano. A Valentano, otto voti a Orlando e sei a Renzi.
Il grosso dei congressi arriverà nel prossimo fine settimana.
Alle Terme dei Papi, tutti per Orlando. “Non va vissuto – mette in guardia Mazzoli – come il candidato più a sinistra, ma come quello in grado di ricomporre il partito, puntando all’unità. Non guardando a chi se ne è andato, ma ai cittadini che si sono sentiti disorientati dalla divisione”.
C’è anche Melissa Mongiardo, per Generazione Y, movimento under 35 pro Orlando. In sala pure il sindaco di Acquapendente Ghinassi e quello di Civitella, Mottura, di Castiglione, Luzi, oltre all’assessora comunale Troncarelli.
Alessandro Mazzoli: “Orlando vuole ricostruire il Pd dopo la scissione e un centrosinistra capace di vincere. Andrea Orlando è il candidato che pone il problema della ricostruzione del Pd dopo la scissione e di un campo di centrosinistra democratico e progressista. Saremo competitivi se avremo un Pd forte e unitario e intorno un campo di forze democratiche che non ha a che fare con le esperienze del passato ma ci renderà competitivi nei confronti del centrodestra e del M5s. Ci sono tutte le condizioni per fare una bella battaglia congressuale: dobbiamo metterci tutto il nostro impegno e quello spirito di squadra che può restituire ai nostri iscritti il senso di una ripartenza.
La nostra valutazione è che ci siano le condizioni perché in questa prima fase la mozione di Orlando possa ottenere un buon risultato nella provincia purché si faccia un lavoro scrupoloso nei circoli, parlando con gli iscritti e spiegando le ragioni della candidatura di Andrea Orlando. Abbiamo bisogno di un largo coinvolgimento perché sono stretti i tempi di svolgimento del congresso: necessitiamo di organizzarci come una squadra larga sul territorio con tanti protagonisti perché il gruppo provinciale non potrà partecipare a tutti i congressi visto che quasi tutti si svolgeranno venerdì, sabato e domenica. Abbiamo bisogno di un protagonismo dei circoli e nei circoli. In ognuno serve un presentatore della mozione e la composizione di una lista.
Ciascuno di noi è a disposizione per le richieste se e dove fosse ritenuta utile la nostra presenza. Serve una comune assunzione di responsabilità, un lavoro di squadra. Questa impostazione si sposa con lo spirito della candidatura di Orlando. È utile ai fini del risultato positivo avere un gruppo dirigente largo che rappresenti l’idea di fondo della proposta: riunire il Pd come condizione per riunire il paese, ora attraversato da fratture che lo indeboliscono. Un’esigenze percepita non solo dentro Il Pd. Orlando non è il candidato più di sinistra rispetto agli altri, questo è il tentativo degli altri di confinare la sua candidatura. Orlando è colui che vuole ricostruire il Pd dopo la scissione, ci rivolgiamo agli iscritti e ai militanti del Pd, al popolo del centrosinistra, ai delusi e disorientati dalla scissione.
Sono le esigenze avvertite non solo dagli ex Ds ma da tanti democratici. Lo sanno anche molti renziani: se hanno scelto il ticket Renzi-Martina è perché sono consapevoli che da solo Renzi non può farcela. Spirito unitario e alto senso del partito: questo rappresentiamo. Non abbiamo mai smesso di ritenere essenziale il partito. Siamo per un partito che individui il senso di una comunità, di una visione. Siamo distanti da un correntismo esasperato che ha finito per indebolire il processo politico del Pd. Coi nostri iscritti e poi coi cittadini dobbiamo affrontare un punto: abbiamo perso il referendum. Non siamo noi che stiamo spingendo per il proporzionale ma c’è una spinta oggettiva in questo senso: se non la affrontiamo con una nostra strategia saremo bersagli di questa ondata e non protagonisti.
Enrico Panunzi: “La candidatura di Andrea Orlando a segretario del Pd va inserita in un contesto ben preciso, nato dopo il 4 dicembre. Sono stato e sono un convinto sostenitore del maggioritario, ma ora ci troviamo in uno scenario ancora incerto, non si sa con quale legge andremo a votare, con tutta probabilità con un modello basato sul proporzionale. Con tale sistema dobbiamo prediligere ancor più il dialogo e l’ascolto, bisogna evitare gesti di forza: è necessario, quindi, mettere in piedi un’alleanza all’interno della quale il Pd sia il baricentro. Appoggio Nicola Zingaretti in questa scelta su Orlando perché veniamo da un impegno di quattro anni, di cui ne vado fiero, durante il quale abbiamo rimesso in piedi il Lazio, dandogli dignità e decoro. E vogliamo esportare questo modello Lazio, ormai diventato sinonimo di buona amministrazione, anche a livello nazionale.
L’esperienza di Zingaretti dimostra che esiste un centrosinistra riformista e che sa parlare a tutti gli strati della società. Dalla vittoria delle Europee del 2014 c’è stata da parte nostra una sorta di regresso, non abbiamo saputo interpretare un malessere sociale che c’è nel Paese. Il Pd è visto come il bersaglio principale di quelli che hanno come unico obiettivo quello di sfasciare tutto, senza nessuna idea di ciò che si ricostruirà dopo. Dobbiamo ricominciare a rivendicare i grandi valori della sinistra, che in questo paese ha svolto un ruolo fondamentale: ci deve essere una sinistra alternativa alla destra. Come detto per competere con le altre forze noi abbiamo bisogno di persone che riescono a federare, a mettere insieme diverse forze. Andrea Orlando, a mio parere, ha le carte in regola per svolgere al meglio questo ruolo”.
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