– Sì ai sacrifici, ma senza sacrificare chi è stato eletto e rappresenta i cittadini nelle istituzioni.
Giuseppe Parroncini, consigliere ed ex assessore regionale Pd, nel dibattito sui costi della politica ci entra in punta di piedi. A Viterbo di chiasso ce n’è già molto.
“Ho il timore – dice Parroncini – che alcune polemiche siano fatte a uso interno del Pd, ma così facendo seminiamo veleni che non servono alla crescita del partito”.
Quindi un taglio alle polemiche e uno ai costi. “E’ giusto pretendere sobrietà e rinunce a chi rappresenta i cittadini, per contribuire al risanamento.
Io non mi sento parte della casta, ho un lavoro, sono stato eletto in Regione, dove le preferenze ci sono. Ritengo che la politica sia comunque importante, lo ha ribadito anche il premier Monti, il rapporto tra elettore ed eletto va preservato”.
Magari ascoltando anche gli umori dell’elettore. Le critiche, partendo dalla Regione vanno dal vitalizio passando per l’indennità di fine mandato, compensi eccessivi. Costi difficili da comprendere.
“In Regione qualcosa per invertire la tendenza è stata fatta. Dal 2015 si passa a un normale sistema contributivo, come qualsiasi altro lavoratore. L’età minima pensionabile è stata portata da 50 a 60 anni.
Il punto è che queste scelte sono state sporcate dalla decisione del presidente Polverini di concedere un vitalizio agli assessori esterni e dal fatto che il taglio non sia partito subito, ma dal 2015. Per questo il Pd ha votato contro.
Già con Marrazzo avevamo decurtati i compensi del 15%”.
Dovendo dare una sforbiciata, non manca dove farlo.
“Le commissioni potrebbero essere fortemente ridotte, come chiede il circolo Pd di Bomarzo e messo un tetto agli stipendi pure dei dirigenti, trovare enti e società controllate i cui costi sono onerosi per le casse regionali”.
Poi gli assessori esterni. Con la Polverini, una cifra fuori controllo.
“14 su 16. Un costo che si somma a quello dei consiglieri, perché se fossero stati interni ogni assessore sarebbe rimasto anche consigliere.
E’ una spesa irresponsabile, va ridotta la possibilità di nominarli. Nella precedente legislatura erano soltanto tre”.
Mentre sull’indennità di fine mandato: “Si percepisce in Regione e al Parlamento. Serve una normativa che valga per tutti. Se ne discuta ad ampio raggio, non solo a Viterbo”.
Giuseppe Ferlicca
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