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Comune - Cinema Genio - Filippo Rossi e Giacomo Barelli (Viva Viterbo) replicano alle polemiche sul futuro della struttura

“Senza fondi pubblici, meglio metterlo sul mercato”

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Filippo Rossi e Giacomo Barelli

Filippo Rossi e Giacomo Barelli

Viterbo - Teatro Genio - L'impianto di areazione

Viterbo – Teatro Genio – L’impianto di areazione

Viterbo - Teatro Genio - Un piccione morto

Viterbo – Teatro Genio – Un piccione morto

Viterbo - Teatro Genio - La graticcia

Viterbo – Teatro Genio – La graticcia

Viterbo - Il cinema Genio

Viterbo – Il cinema Genio

Filippo Rossi (Viva Viterbo)

Filippo Rossi (Viva Viterbo)

Viterbo - L'assessore Giacomo Barelli

Viterbo – L’assessore Giacomo Barelli

Viterbo – Cinema Genio, il consigliere Filippo Rossi e l’assessore Giacomo Barelli (Viva Viterbo) rispondono alle polemiche degli ultimi giorni sull’ipotesi di dismissione della struttura.


Il dibattito relativo alla approvazione del bilancio ha riacceso i riflettori sul futuro del Cinema Teatro Genio. Di questo ne siamo molto felici. Da sempre diciamo che una città senza almeno una multisala cinematografica non è degna di essere neanche definita città.

Ma non accettiamo lezioni o lezioncine da chi in decenni non ha fatto nulla per restituire a Viterbo la possibilità di essere davvero capoluogo, la felicità di avere un cinema in centro. Alcune dichiarazioni di questi giorni meritano quindi una riflessione, in particolare quelle di Giulio Marini.

Non riusciamo a capire come mai all’ex sindaco stiano molto a cuore le sorti della vecchia società che gestiva il Genio e alla quale (come in un gioco di scatole cinesi chiamava in causa anche un’altra società aventi gli stessi proprietari) affidò direttamente la gestione del cinema.

La Teatro Genio srl sarebbe risultata essere prossima alla cessazione, tanto da lasciare un debito con il comune di Viterbo di oltre 100 mila euro.

Fa finta altresì di non capire il buon Mauro Morucci, direttore del Tuscia Film Fest, quando ci chiede di riconsegnare le chiavi del Genio alla città. Noi non abbiamo mai avuto le chiavi del Genio, al contrario suo che invece le chiavi (tramite la vecchia gestione) le ha avute davvero. Una gestione che per oltre 5 anni, oltre a non aver pagato un euro di affitto, ha lasciato il cinema nelle pessime condizioni che tutti hanno visto nelle foto pubblicate dai giornali.

E’ forse questa  la soluzione che propone il direttore Morucci? Cinema chiuso, affitti e tasse non pagate e proposte  provenienti da un gestore quasi “decotto”?

Ma non nascondiamoci dietro a un dito. È di tutta evidenza come in termini di concorrenza l’apertura di un cinema multisala nella sede del Genio può non rispondere alle aspettative di chi preferisce che il cinema a Viterbo non ci sia… ma questo Morucci, uomo di cinema, lo dovrebbe sapere bene, così come lo dovrebbe aver ben saputo l’allora sindaco Marini…

Per dirla tutta è una follia pensare a una sala di più di 600 posti come cinema d’essai, progetto peraltro sbandierato ma mai concretizzato. Il destino del Genio è invece quello di essere concorrenziale ad altre multisala della provincia. Siamo d’accordo su questo? Perché questo è il vero nodo di tutta la questione. Altrimenti si prendono solo in giro i cittadini.

Il punto è un altro: Viva Viterbo si è impegnata da subito per il futuro del Cinema Genio, dapprima, come detto, ristabilendo un minimo di legalità a tutela delle casse e degli interessi del comune le cui vicende giudiziarie con le relative responsabilità avremo modo di commentare in futuro e subito poi nella ricerca di soluzioni che possano al più presto far tornare il cinema a Viterbo.

Le possibilità sono due, il comune attraverso fondi pubblici si sobbarca gli ingenti costi di ristrutturazione e trasformazione in multi sala del Genio per poi darlo in gestione (un po’ come per il teatro Unione ) oppure è necessario l’intervento di privati che ne abbiano interesse i quali, ferma restando la destinazione d’uso, investano su quell’immobile cifre importanti…

Questo quello che chiediamo, questo quello che abbiamo sempre detto: in assenza di un forte intervento pubblico (da noi sempre auspicato) meglio metterlo sul mercato attraverso le procedure di legge (alienazione, project financing….) affinché venga valutata veramente la possibilità di riaprilo come multisala.

Questo era e resta il nostro obiettivo. L’esito non dipenderà certamente solo da noi ma dalle decisioni collegiali che l’amministrazione vorrà prendere. Non possiamo certo decidere da soli.

Filippo Rossi e Giacomo Barelli


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27 marzo, 2017

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