Viterbo – Il parco canile s’ha da fare. Il giorno prima del consiglio comunale chiamato a decidere proprio sull’argomento, le associazioni Mifidodifido, Musi sereni e Animali amici prendono posizione. In modo deciso.
“Vogliamo il parco canile – dice Antonella Bruni in conferenza stampa – e chiediamo all’amministrazione comunale di prendere una posizione precisa in merito”.
Parco, per andare oltre il canile. Non importa dove, anche se le associazioni una preferenza ce l’hanno ed è il terreno dove oggi c’è già la struttura, a Bagnaia, in località Novepani. “A noi interessa – sottolinea Bruni – che si faccia una scelta verso il parco, che consente agli animali di vivere meglio e ha costi decisamente inferiori. Poi, sul dove si vedrà”.
In realtà, durante la precedente seduta di consiglio in cui se ne è discusso (a vuoto), l’assessora Luisa Ciambella l’ha ribadito a chiare lettere: “L’amministrazione è per il parco canile. Possibilmente a Novepani, altrimenti vedremo”. Ma i responsabili delle associazioni che oggi si occupano del canile a Bagnaia, non si fidano.
“Ci sono due delibere – ricorda Bruni – una del 2013 in cui si persegue la strada del parco canile, l’altra, del 2015, per un mega canile in località Pratoleva da 700 posti, da affidare tramite project financing a privati. L’esatto contrario di quanto l’assessora va sostenendo.
Quindi la mozione di domani ha un significato d’indirizzo politico. Ed è importante, perché a presentarla sono tanto rappresentanti della maggioranza quanto dell’opposizione”. Ovunque purché sia parco, ma andando a fondo, su Pratoleva i volontari sono per il no.
“È scomodo per noi volontari e per chi deve visitare la struttura. Poi si prefigura – osserva Alessia Buzzavo di Mifidodifido – come un canile prigione. Da affidare a privati. L’assessora è andata in procura per Novepani. Noi ci andremo tutti i giorni, se si concretizza il progetto. Non vogliamo che i cani siano affidati a persone inesperte.
Novepani è già conosciuto, le persone sanno dove trovarci, comprese quelle che vogliono adottare animali”. Quindi, il primo passo è il parco, ma quello successivo è fare in modo che si realizzi a Bagnaia, dove già oggi c’è il canile.
“Ci sono ripari. È strutturato e già progettato come una specie di parco”. Eppure dal comune sostengono che ci siano vincoli idrogeologici e non solo. Non si capisce bene se siano superabili o meno. L’assessora Ciambella ha più di un dubbio. Non Francesco Sterpa: “Sono tutte superabili”.
Due punti di vista non proprio conciliabili. Così come per Sterpa non ci sono problemi d’inquinamento della sorgente: “Nessuna possibilità d’inquinamento”.
Pure sui costi annuali della struttura, Sterpa ha idee precise. Circa seicentomila euro l’anno, mille a cane ospitato.
“L’assessora ha sottolineato – continua Sterpa – come l’amministrazione debba sostenere spese e ha messo in relazione il costo del canile con i fondi necessari per le Rsa. Mettendoli a confronto. Ma non c’entrano niente. Perché nel secondo caso si tratta di minori stanziamenti che sono arrivati dalla regione”. Ma che il comune ha dovuto coprire attingendo da risorse proprie.
Non piace nemmeno il project financing eventuale a Novepani. “Come mai – si chiede Sterpa – l’amministrazione ha bocciato quello per il cimitero a Grotte, ma lo vorrebbe attuare per il canile?”. Canile e cimitero. Mal si coniugano.
E in attesa che siano prese decisioni, arriva un ultimatum: “I cani da Bagnaia non vanno trasferiti – dice Buzzaco – altrimenti ci incateneremo. Fino a quando non arriveranno altre scelte, restano dove sono”.
Insomma, le associazioni vogliono vederci chiaro, ma nel farlo, tirano in ballo: “Intenzioni manifeste e occulte della giunta comunale”.
Talmente occulte, che a domanda non rispondono. O meglio, tirano in ballo Andreotti. “A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso s’indovina”.
Giuseppe Ferlicca
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