Sutri – “Questo popolo è qui, percosso, schiacciato disorientato, turbato, perché succede anche fra noi quello che pensavamo di vedere solo nei giornali”.
Con queste parole il vescovo Romano Rossi ha aperto la sua omelia in occasione dei funerali di Filippo Catucci. Una cerimonia caratterizzata da incredulità e commozione.
Il 14enne di Sutri ha perso la vita in seguito a un incidente stradale. Ha lottato per nove giorni ma non ce l’ha fatta.
Fotocronaca: Sutri – I funerali di Filippo Catucci – slide
In paese è lutto cittadino. Gli abitanti e gli amici più cari si sono stretti intorno alla famiglia del piccolo Filippo. Una moltitudine di persone. In tanti hanno voluto essere presenti per dare l’ultimo saluto allo sfortunato ragazzo.
Un cuore che ha smesso troppo presto di battere e che ha lasciato un’intera comunità nello sgomento.
A officiare la cerimonia funebre, il vescovo di Civita Castellana Romano Rossi, e poi amici, parenti, l’intero paese. Filippo aveva una grande passione, era l’equitazione. Amava galoppare e i suoi compagni hanno voluto accompagnarlo, in sella a un cavallo. Il suo.
“Dobbiamo vivere questo momento in modo attivo e produttivo – ha detto ancora il vescovo Rossi Rossi durante l’omelia -, prima di tutto per stare vicino ai suoi cari. E per tentare du ricominciare a tessere il senso e la speranza delle nostre vite per la sua vita e quella dei suoi amici. Non c’è altro luogo migliore di questa chiesa non solo perché è grande, ma perché questo luogo voi lo riconoscete positivo, amico, familiare, rassicurante, che viene a noi da secoli e secoli. Come per dirci ‘Non fatevi distruggere da vicende di un moneto perché il tempo è lungo e la verità di dio si manifesterà”.
Poi un passaggio del vescovo sulla donazione degli organi di Filippo.
“La famiglia ha dato un grande segnale – ha affermato il vescovo Rossi -. Perché quando ha donato gli organi di quest’angelo ha voluto esprimere che la sua vita continuerà e quello che fisicamente non ha potuto trasmettere, si è moltiplicato in tutti i destinatari di questo dono”.
Filippo Catucci, 14enne di Sutri, era a bordo della Golf guidata da papà Enrico quando intorno alle 18 del 15 marzo, sulla Cassia, all’altezza di Campagnano, una Lancia Ypsilon avrebbe invaso la corsia opposta di marcia schiantandosi frontalmente contro la loro auto. Fra i tre feriti Filippo è il più grave. Trasportato in eliambulanza al Gemelli, è morto dopo nove giorni di agonia.
Tanti sono stati i messaggi di affetto che in questi giorni hanno invaso la bacheca del profilo Facebook di Filippo.
“Vorrei dire tantissime cose, ma… Ti vorrei solo dire grazie per la gioia che ci hai trasmesso in questa tua breve vita – si legge in uno dei tanti messaggi -. Mi sei sempre piaciuto per la grinta che mettevi nella nostra passione comune per i cavalli. Grazie ancora per i sorrisi che donavi a tutti. Ci mancherai tantissimo, ma non ti dimenticheremo mai. Ovunque sarai adesso, trova il tuo Peppino e dimostra a tutti come si cavalca e si fa il miglior tempo”.
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