Viterbo – Sul canile, in maggioranza è una cagnara.
Arriva il momento di votare l’ordine del giorno proposto da Francesco Serra (Pd). Approvato, ma il Partito democratico si spacca e la maggioranza va in frantumi. Come preannunciato, Arduino Troili (Pd), dice no. Il resto è a favore e vota con l’opposizione.
Ma il centrosinistra è dilaniato dai distinguo. Passa l’emendamento con cui in via preferenziale si chiede alla giunta d’indire un bando e quindi mantenere la gestione pubblica, non il project financing, ovvero affidamento a privati pronti a investire.
All’area Popolare del Partito democratico, non piace. “Voto sì per spirito di maggioranza – spiega un critico Christian Scorsi (Pd) – mantengo la mia serietà. Cosa che non sempre accade in quest’aula. Ma mi preoccupa che si vada sulla gestione pubblica.
Già oggi il canile costa al comune 600-700mila euro. Dove andremo a prendere i soldi per gli amici a quattro zampe, dando un calcio agli amici a due zampe?”. Martina Minchella (Pd) chiede rassicurazioni al sindaco Michelini: “Che non siano tolti soldi a indigenti o alla manutenzione delle strade”.
Rassicurazioni che vuole anche Daniela Bizzarri (Pd). Preoccupata pure lei, ma cerca qualcosa di positivo in una seduta complicata: “Sbagliando indirizzo, magari per i cani, ma stavolta Filippo Rossi la strada l’ha trovata e oggi è in consiglio comunale”. Una delle rare apparizioni dell’esponente Viva Viterbo.
“Al canile dobbiamo garantire quello che serve per il benessere degli animali – spiega il sindaco Leonardo Michelini – senza nulla togliere alle altre necessità che abbiamo”.
Paolo Moricoli (Mo.Ri.) si convince a votare sì, perché dal dibattito ha capito che l’ordine del giorno è poco più che acqua fresca. Non servirà a molto. Gianluca De Dominicis (M5s) la prende male e lascia l’aula.
Alla fine, con fatica, Serra ottiene il via libera. “Un lavoro che nobilita il consiglio comunale – spiega Francesco Serra (Pd) – nella realizzazione e programmazione del parco canile. Che eventualmente sarà la prima struttura del Lazio. Noi comunque siamo al progetto, non alla realizzazione. È un indirizzo politico. Sul resto c’è tempo”.
Non tutti in maggioranza hanno voglia di festeggiare. Divisi sul voto finale e pure sui vari emendamenti. C’è chi come Daniela Bizzarri (Pd) decide di uscire, quando si tratta d’approvare una delle modifiche all’ordine del giorno, per stanziare fondi in vista della progettazione per il parco. Lo dice a microfono, altri colleghi non ci sono e basta.
“Io amo gli animali – spiega Bizzarri – ma se devo pensare che oltre ai 600mila euro attualmente stanziati dal comune, si debbano prevedere altri soldi, io esco. In questo momento ci sono persone che muoiono di fame ed eventualmente i soldi devono andare a loro”.
Maria Rita De Alexandris (Viva Viterbo) presenta l’emendamento all’ordine del giorno, che riafferma la volontà di realizzare il parco canile, come stabilito nella delibera datata 2013. Approvata, al solito, non da tutti in maggioranza. C’è chi non si esprime.
Votazione con momenti di suspance. Quando si va a alla conta per l’emendamento di Gianluca De Dominicis (M5s). Chiede prioritariamente che il parco canile sia realizzato con appalto e solo se la gara dovesse andare deserta, si vada al project financing. La modifica tanto contestata da parte della maggioranza.
È approvato. Anzi no. Finisce 11 a 11. Quindi respinto. Si riconta. I contrari sono 10. Approvato.
Altre modifiche, altri tre emendamenti, stavolta condivisi da Movimento 5 stelle e Francesco Serra (Pd), per inserire fondi nel bilancio triennale 2017-2019 per il progetto in località Novepani o se non tecnicamente realizzabile, altrove.
Quindi, avviare subito le pratiche per la consulta degli animali. Poi l’affidamento del parco, se possibile ad associazioni animaliste.
Alla fine, approvato un indirizzo che il consiglio comunale dà alla giunta per il parco canile. Indirizzo che l’esecutivo aveva già adottato. Un rafforzativo pagato a caro prezzo dalla maggioranza.
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