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Vasanello - In corso indagini anche per stalking - Vittima sotto pressione da un paio d'anni

Violenza politica, ascoltati i testimoni

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Il capo della Digos Monia Morelli

Il capo della Digos Monia Morelli

 

La pm Eliana Dolce

La pm Eliana Dolce

Vasanello – Aggredito per una felpa, indagini al rush finale. Sotto torchio i testimoni che erano presenti sulla piazza di Vasanello la notte tra sabato e domenica scorsi, quando il 17enne, vittima di un’aggressione di stampo politico, sarebbe stato prima intimidito e poi inseguito mentre correva a rifugiarsi sulla macchina del fratello.

Le indagini, come è noto, sono svolte dagli uomini della Digos, guidati dal vicequestore Monia Morelli e coordinati dal sostituto procuratore Eliana Dolce. 

Indagini lampo, che sarebbero ormai prossime alla chiusura. Ma per l’esito bisognerà probabilmente aspettare dopo il weekend. Nel frattempo sono ai massimi livelli la riservatezza e la prudenza degli investigatori. Nulla viene lasciato al caso e gli inquirenti starebbero chiarendo in queste ore alcuni aspetti della vicenda.

Per accertare la dinamica dei fatti, ma soprattutto per individuare senza ombra di dubbio tutte le persone, oltre ai responsabili diretti dell’aggressione, che sono state coinvolte o che comunque hanno assistito ai fatti. 

Si indagherebbe anche per stalking. “La felpa è stata un pretesto per l’aggressione – facevano sapere ieri fonti vicine alla famiglia – il giovane è nel mirino di questi soggetti da un paio di anni. Ha dovuto cambiare stili di vita e già lo scorso anno si era rivolto ai carabinieri per una denuncia”. Dopo l’intimidazione del 26 marzo scorso il padre del minore è andato in questura, denunciando due persone.

Stavolta il minorenne, verso l’una di notte, sarebbe stato avvicinato all’esterno di un bar di piazza della Repubblica da due militanti di estrema destra. Secondo le prime informazioni, entrambi maggiorenni. Non è escluso però, come è accaduto per fatti più recenti, che possano essere coinvolte anche altre persone.

Qualcuno dice che a inseguire il giovanissimo potrebbero essere stati più di due, anche quattro-cinque giovani. Di sicuro, quando lui si è rifugiato sull’auto del fratello, oltre a tenerlo sotto assedio, qualcuno ha divelto lo specchietto.

Per questo il personale della Digos, oltre ad acquisire i filmati delle telecamere di sorveglianza, sta ascoltando a tappeto tutti i presenti per mettere a confronto le deposizioni prima di stringere definitivamente il cerchio contro gli aggressori. 


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1 aprile, 2017

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