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Orte - Chiedono dove siano finiti gli indennizzi per l'esondazione del Tevere del 2012

Alluvionati sul piede di guerra

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L'alluvione a Orte nel 2012

L’alluvione a Orte nel 2012

L'alluvione a Orte nel 2012

L’alluvione a Orte nel 2012

L'alluvione a Orte nel 2012

L’alluvione a Orte nel 2012

Orte – Una Pasqua belligerante quella che si profila da parte degli alluvionati dall’esondazione del Tevere del 2012 nel Comune di Orte che, ormai esasperati dalla situazione non usano più mezzi termini per affermare il loro disappunto.

“Al sindaco Giuliani non manca la capacità dialettica, sempre molto gentile, mai una volta che dica ‘no’ a chi vi si rivolga, sempre composto – afferma il comitato Alluvionati – e il contesto fosse il marketing si può dire senza possibilità di smentita che sa ‘vendere il prodotto’ ma, purtroppo, non parliamo di marketing poiché Giuliani è il sindaco di Orte e quando si parla di amministrazione pubblica, come in questo caso, tutto cambia”. 

“Era il 23 dicembre del 2016 quando il sindaco pubblicamente durante il consiglio comunale di Orte volle rassicurare tutti gli aventi diritto dicendo, testualmente, che avevano già definito le cose, stanno arrivando le comunicazioni sugli indennizzi di fatto definitivi, tra Natale e Capodanno cercheremo di fare un incontro con gli aventi diritto per poi stabilire di concerto con loro le possibilità e i modi di ripartizione degli importi che andrebbe indennizzato tra pubblico e privati”, dicono gli alluvionati, sottolineando come il video sia su Youtube.

“Poi – proseguono – negli auguri di fine anno andati in onda il successivo 31 dicembre 2016, già incapace di mantenere quanto dichiarato la settimana, prima rincarò affermando che avevano finalmente e definitivamente completato la graduatoria degli aventi diritto all’indennizzo a seguito dell’alluvione del 2012. Anche questo video è su youtube”. 

“Niente di quanto dichiarato nei due proclami è stato mantenuto. Tanto che all’albo pretorio del comune di Orte non vi è nessun atto amministrativo che vada in quella direzione”, denuncia il comitato. 

E ancora: “Parole al vento, parole vuote segno dell’incapacità di un gruppo politico di portare a termine i doveri imposti dalla norma (regionale in questo caso) e fa specie che proprio chi del diritto ne ha fatto una ragione di vita di fato non si adegui a quanto da esso derivi”.

Stando alla lunga e tortuosa vicenda amministrativa del comune di Orte, una procedura che doveva concludersi entro novanta – partendo da luglio 2014 – ad oggi non è stata ancora conclusa. 

“Tema semplice – spiegano gli alluvionati – circa 60 aventi diritto tra privati e imprese avevano la possibilità di ricevere dei fondi per lo stato di calamità che la presidenza del consiglio dei ministri aveva accordato al comune di Orte (ed altri) a seguito dell’esondazione del fiume Tevere del 2012.  Stando alla ricostruzione documentale, per ricevere quei fondi occorreva attenersi al decreto regionale a cui gli aventi diritto avevamo adempiuto, l’amministrazione comunale interessata (Orte nello specifico) esperiti i controlli documentali, avrebbe dovuto inviare gli elenchi con gli importi da pagare completi e conclusi alla Provincia di Viterbo per l’erogazione delle somme che già da febbraio 2015 erano state trasferite dalla contabilità speciale presso la Banca d’Italia presso alla tesoreria unica della Provincia di Viterbo – Decreto Presidente Regione Lazio 10.09.2014 T00311”

“Di fatto la procedura non è stata conclusa, le somme non definite e chi ha avuto i danni ora anche la beffa della presa in giro da parte del primo cittadino. Non si gioca con le persone, non si gioca con i diritti. La misura è colma”, sottolinea il Comitato alluvionati. 


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7 aprile, 2017

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