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Viterbo - Vittorio Ricci (Fials) scrive alla Scolamiero per tentare di sbloccare un'opportunità occupazionale al personale sanitario

Infermieri a Mammagialla, intervenga il prefetto

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Il carcere di Mammagialla

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata al prefetto di Viterbo e al direttore generale della Ausl di Viterbo – In un recente incontro alla presenza del direttore generale della Ausl e di altre organizzazioni sindacali, abbiamo avuto modo di esternare la difficile piaga del precariato e le difficoltà che incontrano centinaia di infermieri che hanno perso il lavoro.

C’eravamo permessi in quella sede, di richiamare l’attenzione sull’assistenza infermieristica e medica effettuata da alcuni operatori dipendenti della Ausl e di Villa Immacolata, presso la casa circondariale di Mammagialla in regime di (libera professione) dopo aver prestato regolare servizio nella struttura di appartenenza, dalla quale percepiscono regolare stipendio.

Lei aveva dimostrato interesse sul problema, che consentirebbe a nostro parere, se gestito diversamente, la creazione di qualche decina di nuovi posti di lavoro con evidente soddisfazione dei tanti dimenticati e caduti nell’oblio della disoccupazione.

Ma, tale opportunità invece di determinare un ovvio consenso, ha suscitato un silenzio “assordante” da parte delle altre organizzazioni sindacali, che forse temono di perdere qualche iscritto, e una esagerata e ingiustificata preoccupazione della Ausl Viterbo, che forse non vuole pestare i piedi a qualche vice-portaborse di qualche impiegato della Regione Lazio.

Tutta la questione ha assunto poi contorni melodrammatici, quando a un recente incontro con alcuni dirigenti della Ausl, ci è stato richiesto una sorta di lettera stra-firmata da tutti i sindacati, per poter affrontare tale problematica ed eventualmente richiedere alla Regione Lazio l’autorizzazione per attingere alle graduatoria dell’ avviso pubblico esistente, che consentirebbe una volta per tutte, di costituire un vero organico di medici e infermieri presso la casa circondariale di Mammagialla come è giusto che sia.

Illustre prefetto, vorremmo con il suo interessamento poter ricordare a chi non vuole intendere, che per l’inerzia e l’egoismo di pochi, tanti nostri giovani e meno giovani, sono stati costretti a presentare entro il 20 dicembre scorso, le domande per l’avviso pubblico, guarda caso, autorizzato dalla Regione Lazio per la casa circondariale di Civitavecchia, mentre per numerose case circondariali d’Italia, sono stati banditi concorsi pubblici, vedi Lecce nella Regione Puglia soggetta come il Lazio, al piano di rientro.

Con il suo aiuto, siamo convinti che riusciremo a superare la pochezza amministrativa della Regione Lazio e non solo, e anche, a trovare le forme e ce ne sono, per soddisfare le richieste di arrotondamento dello stipendio dei lavoratori che si affannano tra Belcolle e Mammagialla; otterremo così un doppio risultato, da una parte l’alleggerimento del carico di lavoro estremamente stressante e faticoso per gli infermieri, che cumulano l’orario di servizio nelle due strutture (anche oltre 14 ore al giorno), dall’altra, consentiremo ai tanti disoccupati, di avere una opportunità occupazionale anche se insufficiente, ma comunque particolarmente importante in questo periodo critico.

Vittorio Ricci
Segretario provinciale Fials


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13 gennaio, 2012

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