Viterbo – (g.f.) – Bilancio, annuncio ritardo. Doveva essere approvato da tempo, ma in comune sono ancora in alto mare. Si arriverà al via libera finale dopo il primo maggio. Le sedute di consiglio sono convocate.
Tutta colpa di una maggioranza che non riesce a trovare la sintesi, si mormora nei corridoi di palazzo. E nel dettaglio, di un Pd particolarmente litigioso. Pesa la fase congressuale. Non sarebbe una novità. Con o senza congresso.
Ma i diretti interessati non ci stanno. Ma se la colpa non è del Pd, di chi allora?
Qualche coraggioso Democratico un’idea se l’è fatta. E punta il dito contro colui che ha le redini del comando a palazzo dei Priori. Il sindaco Leonardo Michelini.
“Il bilancio poteva essere approvato già a gennaio – spiegano in ambienti Pd – c’è stato qualche problema, però niente di trascendentale. E soprattutto nulla di politico”. Non facile da credere.
“Il documento era sostanzialmente pronto già a fine anno e non si discosta molto da quello che poi è stato approvato di recente. È rimasto sulla scrivania del sindaco per parecchio temo”.
Michelini lo avrà voluto studiare come si deve, euro per euro, centesimo per centesimo. “Il sindaco ha tergiversato, ha preso tempo, per non dire perso. Ha voluto sentire tutti.
Semmai, è stato questo ritardo a provocare tensioni”. Insomma, col bilancio, un Michelini in versione moviola.
E una maggioranza con relativo Pd in versione collaborativa e serena. Quadro forse un po’ troppo idilliaco.
“Ma con le primarie – sostengono esponenti democraticamente coperti dalla garanzia dell’anonimato – in consiglio comunale le posizioni del Pd sono tutte su Renzi. Fioroniani e vicini a Serra. Per Orlando c’è solo Cappetti. Non c’è motivo del contendere politicamente”.
E se è stata una questione di tempo, si saprà col tempo. Che si sa, è sempre galantuomo.
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