Viterbo – (g.f.) – “Affascinato” dallo scontro romano dei due viterbesi Fioroni e Mongiardo, capilista rispettivamente per Renzi e Orlando, certo che l’ex alle primarie Pd l’ex premier prevarrà. Andrea Egidi, numero due della lista nel collegio della Tuscia a sostegno di Renzi, parla del prossimo appuntamento del 30 aprile. E in comune, a chi sostiene che le primarie stiano rallentando l’attività amministrativa, invita a non prendere come scusa l’appuntamento del Pd per ritardi o limiti nell’azione di governo.
Scelti i quattro rappresentanti della Tuscia in lista, lei è secondo subito dopo Luisa Ciambella. È stato tutto facile?
“In realtà non pensavo di stare in lista, non fosse altro per un aspetto legato all’incompatibilità tra delegato all’assemblea nazionale e regionale. Avendo un ruolo al Pd Lazio, con Melilli ritenevo non utile generare questo vincolo di incompatibilità per il futuro congresso regionale, quando ci sarà. Nei giorni scorsi però abbiamo ragionato con chi in questi anni, dalla segreteria provinciale al territorio, ha lavorato a stretto contatto con me e deciso di mettere a disposizione la mia candidatura. Ne ho ragionato non solo in ambito locale, ma anche con i miei riferimenti nazionali e abbiamo deciso di continuare a far vivere l’esperienza di questi anni anche nella lista. Ci sto consapevole della funzione che ricopro, quindi cosciente del fatto che serve un di più, a partire da me, di equilibrio e serenità nella competizione. Quanto alla difficoltà, non so che dirle, io ho solo dato la disponibilità, il resto lo hanno fatto altri”.
Con quale criterio sono stati scelti i quattro nomi fra le varie anime che sostengono Renzi, Giovani Turchi, Popolari e renziani della prima ora?
“Posso dire che non sempre in questi casi le esigenze del territorio si legano a dinamiche nazionali che sinceramente non ho mai voluto riportare a Viterbo. Ognuno di noi ha una precisa collocazione nel Pd, io non ho mai fatto mistero di avere un rapporto politico ormai più che decennale con Orfini, ma non ho mai piegato la mia funzione sulla base di un rapporto politico più legato alla dinamica delle aree interne al Pd. Sto in lista principalmente perché voglio far sentire tutti coinvolti a sostegno di Renzi. Poi è evidente che nella composizione delle liste si tiene conto di tante cose, compresa la dinamica a cui lei fa riferimento”.
Al comune capoluogo c’è chi sostiene che l’attività politica sia bloccata in attesa dell’esito delle primarie. Dal suo partito, invece, qualcuno punta il dito contro il sindaco e la sua eccessiva lentezza nel prendere decisioni. Come stanno le cose?
“Bisogna chiedere a chi svolge una funzione istituzionale e di governo a palazzo dei Priori non a me. Ma dico subito che non si prenda a pretesto un processo importante per noi come il congresso per giustificare ritardi o eventuali limiti nell’azione di governo. Ognuno si assuma le proprie responsabilità”.
A prescindere dalle liste e relativi posizionamenti, adesso la vera sfida è portare il 30 i cittadini al voto. Preoccupato?
“Dalla giornata di domenica scorsa il treno delle primarie è partito. Io mi sento di dire che il punto vero è la partecipazione, specie in un congresso che ha il dovere di ricostruire attorno al Pd un sentimento di fiducia e di speranza per il futuro. Quindi, dico agli elettori del Pd, andate a votare e scegliete liberamente senza condizionamenti. Dobbiamo capire che non siamo più nella fase interna. L’assillo dovrà essere il rapporto con la società. Rispetto per gli elettori e rispetto tra di noi, io la vivrò così.
Nella Tuscia il fronte pro Renzi è affollato. Prevede iniziative comuni per fare campagna o si andrà in ordine sparso e alla fine, le primarie saranno occasione per l’ennesima conta interna?
“Certo che ci saranno iniziative di carattere unitario, ma dico di non concentrare le nostre attenzioni sul mondo interno al Pd. Iniziative, assemblee, incontri, tutto ciò che può essere utile va fatto, ma con la logica dell’apertura e del rapporto con i cittadini. Non si tratta di un fatto burocratico. Deve essere vissuto come un evento di popolo, e il popolo si sente coinvolto se gli parli dei suoi problemi e di come pensi di risolverli”.
Si dice però che il risultato delle primarie definirà non solo il futuro segretario nazionale, ma anche i prossimi assetti nel partito viterbese in vista degli appuntamenti elettorali. Comunali, Politiche, Regionali. Solo malignità?
“È evidente che il congresso avrà una sua importanza anche nei livelli inferiori e si terrà conto dell’esito, ma sono stato sempre contrario a piegare le vicende locali solo su equilibri nazionali. Il dopo congresso dovrà essere vissuto con una profonda tensione unitaria, coinvolgendo tutti sulla base di una linea politica chiara, che ovviamente è quella che uscirà dal 30 aprile. Ma il processo dovrà continuare a essere il più possibile largo e plurale. Sul resto, candidature ed altro, sarà compito del nuovo gruppo dirigente che uscirà dal congresso provinciale, che si terrà credibilmente in autunno – inverno, non è questione dell’oggi”.
Il risultato dei circoli ha consegnato una netta vittoria di Renzi nella Tuscia. Adesso votano non solo gli iscritti. Pensa che l’esito potrà essere confermato o teme qualche sorpresa?
“Credo che Renzi rappresenti la leadership più forte e in grado di mobilitare una parte larga del paese, quindi credo che il 30 sarà per il segretario uscente la conferma di tutto ciò”.
Fioroni è capolista a Roma e se la vedrà nello stesso collegio di Melissa Mongiardo. Come vede questo scontro capitolino tutto viterbese?
“Viterbesi da tutte le parti, bene. Io non posso che essere affascinato da tutto ciò”.
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