Viterbo – (f.b.) – “Puliamo perché la strada torni ad essere di tutti”.Sono arrivati dalla Nigeria otto mesi fa. Sono rifugiati ed ora vivono ad Acquapendente. Non hanno ancora un lavoro, ma hanno trovato un modo per rendersi utili e integrarsi.
Armati di un paio di scope, guanti e qualche sacco hanno deciso di ripulire Viterbo.
Da alcuni giorni girano così, per le strade del quartiere Pilastro, e senza chiedere nulla a nessuno si danno da fare per togliere erbacce e sporcizia dai marciapiedi.
Non amano i riflettori e non vogliono raccontare molto su di loro: né nomi, né età. Non conoscono ancora bene l’italiano, ma in inglese cercano di spiegare in poche parole cosa fanno e perché.
“Puliamo la strada affinché torni ad essere di tutti – spiegano -. Viviamo ad Acquapendente, ma abbiamo scelto Viterbo perché ci siamo resi conto che in alcune zone è davvero sporca”.
Un gesto per integrarsi e offrire un servizio, senza chiedere niente in cambio.
“Se il Comune pensa che sia una cosa giusta ne siamo felici – continuano -, ma non lo stiamo facendo per farci pubblicità. Soltanto perché pensiamo sia giusto che le persone che vivono in questo quartiere possano tornare a riappropriarsi delle strade e dei marciapiedi”.
Nient’altro da aggiungere. Il tempo è troppo prezioso per trascorrerlo a chiacchierare. Da fare ce n’è ancora tanto.
I due salutano, ringraziano, e tornano a imbracciare scopa e paletta: l’erbaccia da togliere li aspetta.
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