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Viterbo - Teresa Mariotti (Idv) sulla carenza dei servizi sanitari nella Tuscia

Addio alla legge Basaglia

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Riceviamo e pubblichiamo – Apriamo questa nota esprimendo la più ampia solidarietà all’associazione dei familiari di sofferenti psichiatrici che per diversi giorni ha manifestato davanti al Comune di Viterbo cercando di testimoniare la drammatica situazione in cui versa il sistema di assistenza psichiatrica nel viterbese.

Una drammatica situazione che richiede una seria e attenta riflessione.

In un quadro generale di abbandono della politica sociale, appare quasi superfluo ribadire la grave carenza di organico dei servizi territoriali. Quale ruolo hanno svolto e continuano a svolgere le scelte effettuate in questi ultimi anni della Regione Lazio e della locale unità sanitaria?

Un dato subito evidente ai diretti interessati e ai loro familiari è che di fatto è stata attuata una progressiva scelta di “rimanicomizzazione” dei pazienti, a scapito di quelle strutture riabilitative, spesso d’eccellenza, operanti da anni sul nostro territorio. In questo modo sono state favorite strutture di mero contenimento, allontanando l’intervento sanitario dallo spirito legislativo della legge Basaglia, orientata a un concetto di territorialità nella cura dei malati psichiatrici che prevede percorsi di inclusione sociale e che coinvolge le risorse pubbliche, private ed il volontariato sociale.

Le tragiche scelte della politica locale per lo spostamento dei pazienti da una struttura all’altra sono state paventate da mesi per una falsa logica di razionalizzazione e contenimento della spesa, senza tener minimamente conto delle esigenze terapeutiche di persone già provate da lunghe degenze in strutture quali gli ospedali giudiziari.

Per questi pazienti è semplicemente inimmaginabile pensare, come si è fatto, trasferimenti in semplici case di riposo e strutture per anziani lungodegenti, o ancor peggio in strutture psichiatriche di puro contenimento, aventi tra l’altro gli stessi costi delle strutture specializzate da cui i pazienti sarebbero allontanati.

La Regione dal canto suo è in ritardo con gli accreditamenti delle strutture private, adottando delibere “ad personam” e creando confusione e disservizi per il rinnovo delle convenzioni da parte delle Asl competenti. L’unica cosa da lodare è il lavoro degli operatori presenti in tutte le strutture di assistenza psichiatrica, sia pubbliche che private, che sopperiscono con la loro professionalità agli ostacoli creati da una politica disinteressata che non riesce a comprendere che la prevenzione e la riabilitazione sono le strade che abbassano il costo sociale che la comunità è costretta a pagare per i malati psichiatrici e per le famiglie oramai abbandonate a se stesse.

Teresa Mariotti
Esperto per le politiche sociali IdV – Viterbo


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16 gennaio, 2012

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