Viterbo – (g.f.) – Merlano, ancora polemiche in campo.
È ancora scontro in comune sull’area dove la parrocchia della Grotticella vorrebbe realizzare un campo da calcio.
La proprietà è del comune, a seguito di lascito, a patto che se ne faccia un uso sociale. L’allora sindaco Marini aveva deliberato il diritto di superficie a favore della chiesa, ma serve una variante urbanistica. Adesso è terreno agricolo.
Nel frattempo il terreno è stato messo tra quelli da alienare. Perché la scelta di chi c’era prima di Michelini è ritenuta non percorribile. Con una serie d’intoppi che la metà basterebbe. Così, su proposta del consigliere Francesco Serra (Pd), in commissione ieri mattina è arrivata la proposta per salvare terreno e maggioranza. Spostare l’area dai beni da vendere a quelli da valorizzare.
La minoranza apprezza il passo avanti, ma è ben lontana dal concordare. “Se lo dovete valorizzare – incalza Santucci (Fondazione) – cambiamo, com’è stato per la Volpara, la destinazione d’uso. Così come lo valorizzate? È agricolo”.
Il costo è di 120mila euro. “Così non è chiaro – precisa Santucci – quello che ci volete fare. Mantenere il fine sociale vuol dire tutto e niente. Ci fate, gli orti sociali? Io continuo a pensare che andava seguita la procedura per farci un impianto sportivo”.
Pure sulla parte più intricata, il diritto di superficie, si può andare avanti. “Ci sono altre quattro associazioni – sostiene Santucci – con cui l’amministrazione ha seguito una procedura oggi negata alla Grotticella”.
L’amministrazione ha un’idea diversa. Soprattutto sul progetto previsto. “Non si tratta di un campetto dell’oratorio – sottolinea l’assessora Ciambella – ma di uno stadio che due volte a settimana è messo a disposizione dei ragazzi. Qualcosa di diverso. Anche perché un campetto non costa un milione di euro.
Noi siamo disponibili a parlare con la parrocchia e a mettere a disposizione anche un terreno diverso. Ci sono 17 ettari dove poter realizzare impianti sportivi, senza cambiare destinazione d’uso”.
La faccenda con il presidente della seconda commissione Livio Treta si complica. “Stiamo parlando della parrocchia – sottolinea Treta – ma la parrocchia dal 2010 non ha avanzato richieste.
Lo ha fatto, invece, un’associazione sportiva dilettantistica, che è cosa ben diversa dalla parrocchia. Non c’entra niente”.
Una partita tutt’altro che chiusa. Si andrà ai supplementari.
Intanto ieri, il piano delle alienazioni è passato con l’astensione di Viva Viterbo. Dall’opposizione Giulio Marini (FI) non era presente al momento del voto. Se dal gruppo civico avessero votato no, sarebbe stato respinto.
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