Riceviamo e pubblichiamo – In questi anni Poste Italiane ha perseguito una politica di riduzione del costo del lavoro dando incentivi ai dipendenti che, vicini alla maturazione dei requisiti per la pensione, potevano raggiungere in breve tempo l’età pensionabile. Si trattava del meccanismo delle quote: l’età anagrafica più gli anni di contribuzione determinavano la fatidica quota 96 che faceva scattare il diritto alla pensione di anzianità.
La manovra “Salva Italia” ha stravolto le condizioni pattuite con l’azienda e molti lavoratori si trovano nelle condizioni di non poter maturare i requisiti pensionistici alla data prevista.
Si calcola che in tutta Italia ci siano oltre 5mila lavoratori in queste condizioni e il tempo che occorrerà loro per raggiungere l’agognata pensione può variare da tre a quattro, cinque anni in più rispetto al previsto.
Ci troviamo, quindi, con lavoratori e lavoratrici che non possono far fronte alla prosecuzione volontaria dei contributi in quanto l’incentivo è di gran lunga insufficiente a coprire gli ulteriori anni introdotti dalla manovra governativa. Nello stesso tempo sono stati licenziati e non possono avere alcun sostegno al reddito o ammortizzatore sociale. I dipendenti di poste, infatti, non godono di cassa integrazione.
E’ difficile calcolare il numero persone coinvolte in questa drammatica beffa. Ne abbiamo contate svariate decine nel nostro territorio, ma solo Poste Italiane può fornire un quadro completo della situazione.
Stimiamo, però, che il problema potrebbe investire molte più famiglie che vedrebbero mettere in discussione esigenze elementari e primarie.
Si tratta, inoltre, di lavoratori ultracinquantenni che, in un mercato del lavoro come quello attuale, difficilmente troverebbero un’altra collocazione.
La Slc Cgil chiederà al Prefetto, in quanto rappresentante del governo nel territorio, di intervenire presso il ministero del Lavoro, i ministri competenti e anche Poste Italiane, per rappresentare il forte malessere delle persone coinvolte e prevenire, con appositi provvedimenti, le sicure e gravi difficoltà che si prospettano.
Slc Cgil
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