Riceviamo e pubblichiamo – Torniamo sulla nostra precedente nota del 12 gennaio 2012, dedicando brevi quanto doverose repliche all’intervento dell’assessore alla Politiche lavorative Paolo Bianchini, che vorrebbe la nostra organizzazione poco informata sui presupposti (finanziari, amministrativi, legali) delle recenti determinazioni dell’amministrazione provinciale.
In realtà, crediamo che quanto affermato dall’assessore fosse soltanto un modo per fornire una qualche prima spiegazione, o meglio giustificazione, alla stampa, sulla circostanza che si trascura la tutela dei lavoratori, con inevitabili ricadute sugli utenti, per perseguire costosi quanto inutili progetti in favore di imprese private.
Dato che sappiamo benissimo che l’assessore è personalmente persona troppo intelligente da non capire che, quando scriviamo, sappiamo esattamente di cosa stiamo parlando.
E perciò, crediamo di esser stati chiari, ma ci ripetiamo: il progetto di cosidetta promozione del lavoro (che in realtà il lavoro dei lavoratori precari rischia di far cessare), è finanziato rastrellando (più o meno letteralmente) tutti i fondi di bilancio Fse.
Questo è vero o no, chiediamo all’assessore alle politiche del lavoro?
Anzi, temiamo che ove altri fondi siano reperiti, sarebbero impiegati in altri mega – progetti analoghi.
Poi, che impiegare per promuovere il lavoro, la formazione professionale, l’istruzione, un plotone di lavoratori interinali sia una contraddizione, questo è vero o no?
Che ciò non sia legittimo, è vero o no?
Che i collaboratori coordinati, almeno per la stragrande maggioranza, svolgano funzioni lavorative proprie degli uffici, questo è vero o no?
Si tratta di domande semplici, alle quali, insistiamo, è possibile rispondere con un sì o con un no.
E, dacché ci siamo, precisiamo che la posizione della Uil Fpl è altrettanto chiara, quanto non negoziabile su questi punti (e questo, tutte le Amministrazione Provinciali che si sono succedute, di tutti i colori, lo hanno sempre saputo).
Noi sosteniamo la necessità che i rapporti di lavoro precario siano rinnovati almeno nella stessa forma contrattuale in scadenza.
Non tollereremo regressioni, né che si ingrossi senza alcun limite, e parimenti senza speranza, il numero dei lavoratori interinali.
Ricordiamo, infine, che non solo diritto al lavoro dei lavoratori precari si tratta.
Dato che essi prestano servizi presso uffici che erogano servizi essenziali dell’utenza; e che, senza di essi, non potrebbero andare avanti.
Ovvero, per andare avanti sarebbero costretti a sovraccaricare di lavoro dipendenti di ruolo già oltremodo oberati dalla cronica carenza della pianta organica.
E ai quali non potrebbe neppure essere erogato alcun compenso accessorio, attesi i blocchi indiscriminati imposti dalle varie leggi e decreti Brunetta (a tacere del mancato rinnovo imposto ai contratti collettivi).
E così concludendo; è del tutto evidente che la Uil Fpl non è affatto contraria a che si produca lavoro sul territorio.
E non è neppure contraria a che per ciò si adoperi la Provincia (ammesso che ci riesca con finanziamenti più o meno a pioggia).
Dato che, come abbiamo scritto, siamo praticamente certi che il progetto si ridurrà in una serie di finanziamenti, più o meno selettivi, senza alcuna concreta e permanente ricaduta positiva sul tessuto occupazionale.
In ancora più chiari termini: uno spot elettorale, anzi, forse proprio campagna elettorale.
La Uil Fpl ritiene, però, che prima di indulgere in simili ambizioni, meglio sarebbe assicurarsi che la Provincia possa svolgere i compiti che ha; investendo le proprie risorse nella cura e nella promozione del proprio personale di ruolo, e smettendo di sfruttare i giovani lavoratori precari.
Angelo Sambuci
Segretario generale Uil Fpl
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