Tuscania – “Quel casale l’ho affittato, non so cosa ci facesse l’inquilino”. Si sarebbe giustificato così davanti al gip il commerciante di 47 anni arrestato lunedì dai carabinieri di Soriano nel Cimino per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli uomini del maresciallo Paolo Lo Nero, in uno stabile di Tuscania riconducibile all’uomo, hanno sequestrato il quantitativo record di 64 chili di marijuana.
Ieri il 47enne, M.A., titolare di un’attività commerciale a San Martino al Cimino, è comparso davanti al giudice Stefano Pepe per l’interrogatorio di convalida dell’arresto. Il gip ha confermato la misura, chiesta dal pm Stefano D’Arma, titolare dell’inchiesta, disponendo i domiciliari. “Il mio assistito è del tutto estraneo ai fatti contestati – spiega il difensore Roberto Fava, pronto a presentare istanza per la revoca della misura di custodia cautelare -. Non c’entra nulla, semmai è parte offesa”.
L’indagine dei carabinieri scatta dopo una segnalazione: da un casale di Tuscania esce un forte odore nauseabondo, tipico della marijuana. I militari si mettono subito al lavoro. L’obiettivo: individuare l’intestatario dell’immobile, disabitato. Svolti gli accertamenti, il casale sarebbe risultato appartenente a diverse persone.
Immediato il blitz. Eseguita l’irruzione nell’immobile, gli uomini dell’arma hanno trovato i 64 chili di marijuana nascosti in una doccia. Le ulteriori indagini hanno permesso ai carabinieri di accertare il “proprietario” dello stupefacente: M.A., che sarebbe già noto alle forze dell’ordine.
L’uomo è stato arrestato e nell’immediatezza posto ai domiciliari all’ospedale di Belcolle, perché colto da malore. Vista l’ingente quantità, per i carabinieri la marijuana sarebbe stata pronta a essere immessa sul mercato e avrebbe fruttato circa 600mila euro sul mercato clandestino.
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