Viterbo – (g.f.) – Educazione alla legalità e alla cittadinanza democratica. Con questo fine stamani in prefettura, sottoscritto protocollo d’intesa fra Democrazia nelle regole, associazione di promozione sociale e la prefettura stessa.
In sala, alcuni studenti delle scuole Santa Rosa, Paolo Savi e Buratti. Sono i ragazzi i destinatari dell’iniziativa.
“La scuola – spiega il prefetto Nicolò D’Angelo – è il veicolo migliore per diffondere il seme della legalità, del rispetto degli altri, se stessi e la società. E ci deve accompagnare per tutta la vita”.
Il nostro Paese ha attraversato momenti difficili, terrorismo, criminalità organizzata. Una battaglia che non si è ancora conclusa.
“Se dagli anni passati abbiamo fatto passi avanti – ricorda D’Angelo – lo dobbiamo anche alle vittime di quelle stragi. La legalità va sempre perseguita. Con il rispetto delle regole, la società va lontano. Se non si riconoscono, non si va da nessuna parte”.
Il protocollo è molto di più di un atto formale. “Non è un pezzo di carta con una sigla, ma l’impegno di tutti noi nel tessuto collettivo della società.
La legalità si persegue anche attraverso piccole cose. Se getto carta in un prato, non rispetto quel prato. Perché penso che sia mio e quindi posso fare come mi pare. Invece è di tutti e va rispettato. Anche le piccole cose fanno la differenza”.
In sala una rappresentanza degli studenti. “L’auspicio – spiega il dirigente scolastico Daniele Peroni – è che portiate a tutte le scuole quanto avete visto, un argomento tra i più rilevanti. Si parla di regole. Vanno rispettate. Se una non ci piace, ci si impegna per cambiarla”.
Il protocollo è stato sottoscritto da prefetto D’Angelo e da Giulio Bacosi dell’associazione, che poi ha tenuto una lezione ai ragazzi.
Il protocollo prevede forme di collaborazione per progetti, iniziative e azioni di sensibilizzazione per educare alla legalità e alla cittadinanza democratica, con la prefettura che mette a disposizione il salone, per seminari, incontri o lezioni con gli studenti e personale sempre per incontri, anche al di fuori del palazzo di governo.
Viterbo, dopo Roma è la seconda provincia a sottoscrivere l’atto.
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