Viterbo – Comune, quanto ci costi… il palazzo non va avanti da solo. Ha bisogno di tante energie. Umane ed economiche. Se n’è accorto, Sergio Insogna. Il consigliere comunale Gal si è preso la briga di sommare tutte le voci, settore per settore: energia elettrica, telefono, acqua, luce, riscaldamento, spese legali.
Il totale l’ha dovuto rifare più volte e cambiare anche calcolatrice. Non se lo aspettava. In un anno, più di due milioni di euro. A tanto ammonta la spesa per la macchina amministrativa e politica.
Costi inevitabili. A meno di non voler lasciare gli uffici e le sale di palazzo dei Priori e delle altre sedi al freddo, al buio e usando piccioni viaggiatori o telegrafo per le comunicazioni. Tuttavia Insogna, tra una somma e l’altra si è chiesto se davvero non sia possibile sforbiciare, tagliare, ridurre, economizzare.
La calcolatrice segna 477mila euro solo per incarichi legali. Fare luce, poi, costa 328mila euro e 135mila servono per gli impianti di riscaldamento.
Altri 307mila se ne vanno nel campo dell’informatica. Capitolo a parte, l’acqua. 785Mila euro: “Di cui – sottolinea Insogna – 550mila per le fontane”. La comunicazione in comune è importante: 205mila euro l’anno in telefonia.
Poi, si legge abbastanza e l’amministrazione, tra riviste, giornali e soprattutto periodici specializzati, necessari ai vari settori, investe quasi 44mila euro.
Più di mezzo milione, 595mila euro, sono poi le spese per gli organi istituzionali, di cui per sindaco e giunta 281mila euro, presidenza del consiglio 33mila e 133mila per il consiglio comunale. Quest’ultimo raggruppamento, se si tratti di soldi ben spesi o meno, ognuno può farsi la sua idea.
Ci sono anche 48mila euro per noleggi. E così, i due milioni sono ampiamente superati. “Somma – sottolinea il consigliere Insogna – che non tiene conto di altre spese, come acquisti di materiale vario di consumo, medicinali, cancelleria e stampati, rimborsi e viaggi e altre distribuite in vari settori”. Non male.
“Finché ciascun settore – precisa Insogna – presenta il proprio conto, può sembrare accettabile. Ma io ho voluto riunire alcune utenze e spese relative agli uffici comunali, per avere un’idea più precisa. Riunendole, è innegabile che il totale sia importante”.
Come sempre, la somma fa il totale. “Tante voci e importi sono frammentati – spiega Insogna -, forse per non far apparire sprechi e inadeguatezza di contratti di utenza che dovrebbero essere rapportati al mercato libero dei gestori, diminuendo in modo significativo. Ma non mi pare che qualcuno se ne preoccupi”.
Ragionamento che il consigliere Gal ha fatto pure in fase di discussione bilancio, non riscuotendo grande interesse.
“Sono macronumeri che complessivamente sono pagati dai cittadini con tasse e imposte portate al massimo consentito. Un amministratore attento dovrebbe avere cura di contenere i costi. Non mi pare che in comune lo stiano facendo”, conclude il consigliere.
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