Viterbo – (s.s.) – Per non dimenticare Peppino Impastato. Uomo che ha combattuto la mafia e che dalla mafia è stato ucciso.
Sono passati trentanove anni dalla morte del giornalista di radio Aut, brutalmente assassinato il 9 maggio 1978 a Cinisi e ricordato stamani con una cerimonia nel parco a lui dedicato.
Appuntamento, come ogni anno, davanti alla targa che nell’ottobre 2013 l’amministrazione comunale fece apporre per ricordare la memoria di Impastato e di tutte le vittime della mafia. Presenti il sindaco Leonardo Michelini, gli assessori Sonia Perà e Antonio Delli Iaconi e i consiglieri comunali Daniela Bizzarri e Christian Scorsi.
“Uno dei primi atti dell’amministrazione Michelini – ha spiegato quest’ultimo – è stato quello di intitolare questo parco a Peppino Impastato e a tutte le vittime della mafia. Nel corso degli anni la figura di Impastato è diventata un simbolo per le nuove generazioni dell’Italia intera. Speriamo che la tradizione di ricordarlo ogni anno sia mantenuta nel tempo”.
Prima dell’apposizione dei fiori sopra la targa da parte di Daniela Bizzarri, le parole del primo cittadino.
“Ringrazio Christian Scorsi – ha concluso Michelini – perché è stato il fautore dell’iniziativa che ha visto l’intitolazione di questo parco a Peppino Impastato. I valori che quest’ultimo ci ha lasciato sono tanti: ridurre le diseguaglianze, aiutare gli ultimi, rispettare la libertà. La sua morte è una cosa che ci riguarda da vicino e non dobbiamo dimenticarcene perché ci aiuta a riconoscere noi stessi e la nostra storia, i valori condivisi e che devono essere condivisi”.
Samuele Sansonetti
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