Riceviamo e pubblichiamo – “In un periodo storico contrassegnato da una recessione economica senza precedenti, abbiamo siglato il miglior accordo possibile, realizzando un’intesa nel più difficile contesto socio economico della nostra storia, un accordo che tutela i diritti individuali e collettivi, difende l’occupazione e recupera l’inflazione” dichiara Lando Maria Sileoni, segretario generale nazionale della Fabi, il sindacato più rappresentativo del credito a livello nazionale e che vanta oltre 850 iscritti su 1.200 bancari nel Viterbese.
L’aumento economico sarà di 170 euro medi a regime per tre anni, pari al 6,05%; la grande novità di questo accordo che vede i bancari protagonisti dell’innovazione è la creazione di un fondo a sostegno dell’occupazione; è stato infatti condiviso un protocollo per l’istituzione del fondo bilaterale per la nuova occupazione con il contributo dei lavoratori e delle aziende.
Infatti, oltre al contributo delle banche, gli impiegati contribuiranno con una giornata di “banca delle ore”, i quadri e i dirigenti con una ex festività mentre i manager con il 4% della retribuzione fissa, il tutto per permettere l’assunzione nel triennio di circa 15 mila giovani con contratto a tempo indeterminato.
Altra grande novità è l’orario di lavoro, tema tra i più dibattuti e controversi.
In un periodo caratterizzato dalle liberalizzazioni anche degli orari, le parti hanno deciso per un orario di sportello allungato: in certi casi dopo un confronto negoziale in azienda la fascia oraria di apertura potrà arrivare dalle 8 alle 20 o alle 22, con una serie di garanzie per la turnazione e solo dal lunedi al venerdi, fermo restando l’orario individuale di 7 ore e 30 minuti.
Si contribuirà così ad erogare un servizio sempre più puntuale all’utenza e, come da accordo si realizzerà l’insourcing, ovvero il rientro di numerose attività attualmente esternalizzate.
Questo contratto rappresenta il miglior risultato possibile senza ricorso ad un minuto di sciopero.
Abbiamo rischiato che le banche, sulla scia di quanto già accaduto in importanti imprese metalmeccaniche come la Fiat, avessero proceduto a sostituire la contrattazione nazionale, che garantisce la vera tutela, con contratti e accordi solo aziendali, polverizzando così una’area contrattuale unita e dividendo i lavoratori del credito in maniera irreversibile con la conseguenza della perdita del potere contrattuale.
Il nostro senso di responsabilità ha contribuito al potenziamento dell’unità della categoria dimostrando che anche in una situazione di emergenza senza precedenti, si può creare nuova occupazione e pensare al futuro delle nuove generazioni; la creazione del fondo per l’occupazione giovanile rappresenta una novità assoluta nella contrattazione collettiva così come il contributo che aziende e top management dovranno in esso versare.
L’ultima parola spetta chiaramente ai lavoratori, che si esprimeranno democraticamente in merito all’ipotesi di accordo su tutto il territorio nazionale, nella Tuscia siamo già al lavoro per affrontare con i colleghi i temi relativi al rinnovo contrattuale e per l’organizzazione delle assemblee a cui potranno partecipare tutti i lavoratori interessati.
Paolo Capotosti
Dirigente nazionale federazione autonoma bancari italiani
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