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Elezioni comunali - Tarquinia - Moscherini all'attacco del suo rivale Pd e dell'aspirante consigliera

“Anselmo Ranucci e Fabiola Cenci sono incandidabili”

di Giuseppe Ferlicca
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Tarquinia - Gianni Moscherini

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Tarquinia – Gianni Moscherini

Tarquinia – “Anselmo Ranucci e Fabiola Cenci non sono candidabili”. Tanto tuonò che piovve e Gianni Moscherini, uno dei candidati sindaco a Tarquinia, dopo averlo tanto promesso, lo ha fatto.

Ha scritto a prefetto e Cantone, presidente Autorità nazionale anticorruzione. Per conoscenza. Il primo destinatario è il segretario generale del comune. Da quest’ultimo ha ricevuto, sostiene una non risposta.

Aveva fatto presente quelle che ritiene ragioni per cui i due non possono aspirare a candidarsi, rispettivamente, a sindaco e consigliere comunale nella lista Pd. “Fabiola Cenci è direttore sanitario all’ospedale – osserva Moscherini – ho chiesto l’intervento urgente del prefetto e del segretario generale. Essendo direttore sanitario, non si può essere eletti a presidente della provincia, sindaco o consigliere comunale”.

Mentre per Ranucci: “A una verifica da noi fatta – osserva Moscherini – la famiglia Ranucci dal 2001 gestisce, e non è un peccato, due palestre polivalenti del comune. Chi svolge queste funzioni non può fare il candidato a sindaco. Essendo rappresentante di chi è proprietario delle palestre”.

Dubbi. Per Moscherini, qualcosa in più. Però il segretario nazionale, sostiene, non li ha sciolti.

“Ho inviato una lettera al segretario generale – spiega il candidato sindaco – essendo l’organo titolato al controllo su inconferibilità, incandidabilità ed eventuali conflitti, in base al decreto legislativo Severino. Ho chiesto. Sottolineando come sia suo compito segnalare eventuali posizioni non conformi”. La risposta ricevuta non gli è piaciuta. “L’argomentazione non ha senso – ritiene Moscherini – non precisa nulla circa le norme del 2013, ma parla di quelle del 2012. Come se la Severino non esistesse.

Poi precisa che tutti i candidati presentano autocertificazione. Ma il suo compito è controllare, verificare che io non dica stupidaggini, seppure auto certificate”.

Sul ruolo ricoperto da Cenci: “Il commissario straordinario Asl – spiega Moscherini leggendo un documento – l’ha nominata il 16 settembre 2015. Incarico di dirigente responsabile dell’unità ospedaliera semplice, direzione sanitaria. È stato detto che lei è di livello inferiore. Ma non conta il livello di contratto. Conta la funzione ricoperta”.

Siccome non c’è due senza tre, Moscherini ne ha un altro di caso che ritiene rientrare fra quelli incompatibili. Vorrebbe non dirlo. Ma poi, magari in ossequio al detto o forse perché in sala, nella sede del suo comitato, non ci sono solo giornalisti ma anche un gruppo di sostenitori che non vuole deludere, la dice.

“Il presidente della provincia – osserva Moscherini – è Mauro Mazzola. Un onore per la città che a ricoprire quel ruolo ci sia il sindaco che da dieci anni governa il comune”. Adesso è a fine mandato. “Ha deciso di candidarsi consigliere – continua Moscherini – non c’è niente di male se vuole provare anche l’esperienza di andare all’opposizione… comunque, per puro caso mi è capitata tra le mani la lista dei componenti la commissione elettorale provinciale.

È normale che dentro ci sia il fratello del presidente della provincia, Bruno Mazzola? Tutti ne danno un giudizio eccellente, è una persona seria e onesta. Non lo metto in dubbio, ma non è normale che abbia rapporti di parentela con chi si candida.

Per fortuna che è buono, bravo e corretto. Ci sentiamo garantiti dalla sua onestà, ma politicamente ed eticamente non è possibile”.

Svelate quelle che ritiene ragioni d’incompatibilità, gioca d’anticipo, precisando che non è lui a gettare acqua sporca: “Ho accettato di candidarmi qui – precisa Moscherini – su liste civiche, perché un gruppo di cittadini mi ha chiesto di farlo”.

La platea è attenta. Vale la pena parlare un po’ anche del programma elettorale. Quei 21 chilometri di costa da valorizzare, fare di Tarquinia la Miami, con le dovute proporzioni, del Tirreno, una smart beach e dall’altra parte la smart city.

E a Ranucci che pensa di vincere al primo turno: “Mi ricorda l’allora candidato sindaco di Civitavecchia, Tidei. Andava dicendo la stessa cosa. Prese una batosta che ancora si ricorda…”.

Giuseppe Ferlicca


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24 maggio, 2017

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