Riceviamo e pubblichiamo – La Segreteria provinciale di Viterbo dell’Ugl – polizia penitenziaria, in collaborazione con l’associazione “Paideia” è orgogliosa di presentare il convegno “Lo stress in carcere del custodire e curare: interventi e proposte”, che si terrà il 25 gennaio dalle 15 presso la “Sala Marinelli” dell’Istituto San Pietro di Viterbo.
Questa iniziativa – afferma il delegato regionale del Lazio Danilo Primi, appartenente alla struttura dell’Ugl PP di Viterbo – non è stata promossa per sostituire l’operato dell’amministrazione penitenziari, tra l’altro previsto dal D. Lvo 81/08, ma vuole essere uno spunto di riflessione e quindi una base di partenza per condividere con l’amministrazione stessa dei punti utili alla realizzazione di un progetto teso ad attenuare le conseguenze del disagio lavorativo del Corpo di Polizia penitenziaria all’interno degli istituti di pena.
“Riteniamo – continua Primi – che sia un nostro preciso dovere concorrere alla realizzazione di un progetto utile a contrastare lo stress lavorativo del personale del Corpo, in questi tempi sicuramente aumentato in virtù della carenza di personale e del sovraffollamento carcerario.
Purtroppo – prosegue – bisogna partire dalla constatazione che anche se i suicidi degli ultimi tempi posti in essere dagli appartenenti alla Polizia penitenziaria, non sono direttamente correlati dall’attività lavorativa, questa a causa della carenza di strumenti idonei ad assicurare al meglio i compiti istituzionali, ma anche dall’obbligo di assicurare turni massacranti di 10/12 ore lavorative; concorre ad aggravare la situazione in quelle realtà ove il contesto, anche per situazioni esterne, risulta essere al limite.
E’ chiaro – afferma ancora Primi – e sotto gli occhi di tutti che il lavoro del poliziotto penitenziario, spesso dimenticato e bistrattato, ma che al contrario dovrebbe essere lodato e tenuto in notevole considerazione; vista la finalità, porta allo stress dettato sicuramente dall’obbligo di avere dei rapporti tanto diretti quanto indiretti con l’utenza che inevitabilmente si traducono in problematiche da risolvere nel tempo e, causa sovraccarico, generano la sindrome del bornout. Riteniamo pertanto che la situazione debba essere continuamente monitorata e in tale quadro saranno utilissime le risultanze che scaturiranno dal convegno che abbiamo organizzato”.
La segreteria provinciale Ugl PP di Viterbo
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