Viterbo – Colpevoli. Il tribunale di Viterbo ha condannato i due uomini accusati di aver pagato migliaia di litri di benzina con assegni rubati.
Il copione era sempre lo stesso: fingersi dipendenti di un’importante azienda romana, ordinare e comprare migliaia di litri di benzina per poi pagare con assegni rubati. Il tutto ai danni dei benzinai del Viterbese.
A inizio giugno, il giudice Giacomo Autizi ha condannato i due imputati a otto mesi di carcere e seicento euro di multa. La procura aveva chiesto due anni di reclusione e una multa di quattrocento euro.
A febbraio scorso, nell’ultima udienza prima della sentenza, ha parlato in aula uno dei benzinai vittima. “Mi hanno contattato – ha racconta al giudice Autizi – fingendosi ingegneri di una grande azienda della Capitale: volevano mille litri ogni due, tre giorni. L’affare era ottimo e così ho accettato”.
Un paio di giorni dopo, il maxirifornimento. I due si sarebbero presentati al distributore con un furgone e centinaia di taniche. “Hanno comprato 2mila litri di benzina per poi pagarli con un assegno dal valore di 4mila euro”, spiega il benzinaio che quando è andato in banca ha avuto l’amara sorpresa. “L’assegno – dice – è tornato indietro perché non era valido. Mi avevano truffato”.
Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero messo a segno decine di colpi in tutta la provincia. Poi sono stati sorpresi dai carabinieri. “Nell’ambiente si era ormai sparsa la voce – continua il benzinaio -. Così quando una collega ha ricevuto la stessa richiesta, ha subito chiamato le forze dell’ordine che li hanno fermati”. Poi il processo. Colpevoli, per il tribunale di Viterbo.
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