Roma – “La riforma della legge elettorale è morta”. Il de profundis lo canta il relatore del provvedimento, Emanuele Fiano, dopo una mattinata di caos alla Camera. Di nuovo franchi tiratori in azione.
Ieri oltre sessanta voti sono venuti a mancare, tra i partiti del patto Pd, M5s, FI e Lega).
Oggi passa un emendamento Forza Italia che aveva parere contrario della commissione. Scatta lo scambio d’accuse tra Pd ed M5s.
Dal tabellone, poi, si sarebbe capito chi ha “tradito”. Un errore fatale. Quattro pentastellati per i Democratici.
E parte l’attacco. “È chiarissima l’operazione del Movimento 5 stelle – sostiene il capogruppo Ettore Rosato – che ha voluto far fallire la legge elettorale.
Ne prendiamo atto, bastava che lo dicessero subito che non sono capaci di mantenere la parola data”.
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