Tarquinia – “Voglio poter decidere della mia vita”.
Biotestamento, da Tarquinia, l’appello di Carlo Gentili. Raccolto da Repubblica, che sta portando avanti una battaglia per impedire che il Parlamento sia sciolto prima che abbia approvato sei leggi importanti e su cui la politica aveva preso un’impegno.
Fra queste, c’è il biotestamento. Carlo è malato di Sla, come suo fratello più piccolo Marco. Milita in politica e tutti e due sono membri dell’associazione Luca Coscioni.
“Il mio nome è Carlo, sono nato a Tarquinia il 19 aprile 1984 e vivo alla giornata”. Il suo appello inizia così.
“Per noi il testamento biologico è importante, perché solo noi possiamo decidere della nostra vita”. È il pensiero di Carlo.
La legge che è all’esame prevede anche che le proprie volontà sia possibile esprimerle anche utilizzando il puntatore oculare. Uno strumento che è necessario a persone come Carlo, spiega Repubblica, che non sono in grado di parlare.
Ha speranza che si arrivi al via libera del provvedimento. “Io ci voglio credere – dice rispondendo attraverso il puntatore alle domande della giornalista – ma sono come san Tommaso.
Ho parlato molto con i miei genitori a proposito di lasciare scritte le mie volontà anticipate senza intermediari. Cosa che con il registro che ha adottato il mio comune, potrei fare solo attraverso una firma digitale. Per questo chiedo a governo e parlamento, la norma di legge che approvi l’emendamento riguardo la firma digitale”.
“Per me è fondamentale – continua Carlo – io da tempo non posso utilizzare le mani. Voglio poter firmare da solo. Noi malati gravi ci sentiamo come gli ebrei nei campi di concentramento.
Attraverso la progressione degenerativa della sintomatologia che mi vede afflitto, considero che il tempo sia troppo prezioso e che io di tempo da buttar via ne ho sempre meno.
Perciò voglio credere che a breve vedrò utilizzato l’uso della firma digitale”.
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