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Viterbo - Lo conferma il rapporto Movimprese di Unioncamere

Cresce la voglia di fare impresa

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Ferindo Palombella, presidente della Camera di commercio

Ferindo Palombella, presidente della Camera di commercio

– Nella Tuscia prevale la voglia di fare impresa, nonostante le difficoltà che stanno colpendo anche l’economia locale.

La conferma arriva dal rapporto Movimprese di Unioncamere, sulla base delle informazioni fornite dal registro imprese della Camera di Commercio di Viterbo, che nel 2011 ha registrato un tasso di crescita del numero di imprese dello 0,76%.

Un dato notevolmente più basso di quello registrato per il Lazio (1,94%), ma in linea con la media nazionale (0,82%). Nel 2010 il tasso di crescita per la provincia di Viterbo era stato dello 0,55%.

Numericamente, quindi, al 31 dicembre 2011 nella Tuscia le imprese dopo 2.324 nuove iscrizioni e 2.178 cessazioni sono passate a quota 38.430.

Analizzando la forma giuridica delle imprese viterbesi si rileva, in linea con il trend nazionale, una diminuzione delle ditte individuali dello 0,33%, mentre le società di capitale hanno un tasso di crescita del 4,23% addirittura superiore al dato nazionale (3,15%), e le società di persone una flessione dello 0,08%.

Attualmente nella provincia di Viterbo le società di capitale rappresentano il 13,2% del totale delle imprese registrate, le società di persone il 16,9% e le imprese individuali vedono ridurre la propria quota al 66,8%.

“E’ evidente il lento ma continuo processo di trasformazione del nostro sistema imprenditoriale– dichiara Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio di Viterbo – in cui emerge la necessità di adottare forme giuridiche più strutturate, quali sono le società di capitale, per essere più competitivi e affidabili sui mercati. Nel contempo si rileva come le difficoltà occupazionali inducano sempre più persone ad aprire un’attività, spesso nel settore dei servizi alla persona o alle aziende, o nel turismo.

Un’indicazione che deve portare a riflettere sull’esigenza di accompagnare la crescita di queste giovani imprese attraverso iniziative di tutoraggio e di formazione per evitare che rischino di andare rapidamente incontro a un insuccesso, tanto più che oggi i neoimprenditori sono più disponibili a farsi supportare e a intraprendere percorsi innovativi”.

L’analisi settoriale dei dati del rapporto Movimprese mostra nel settore agricolo una diminuzione dello stock di imprese registrate di circa l’1%, settore che rappresenta il 32,7% del totale delle imprese registrate. La contrazione è determinata in parte dalla generale situazione di crisi del mondo agricolo e in parte da fattori endogeni, quali l’insufficiente ricambio generazionale, e da funzionali processi di razionalizzazione e accorpamento.

Anche le attività manifatturiere sono in calo (-0,66%), ma è il settore dei trasporti a presentare la performance peggiore, con una riduzione del numero delle imprese del 2,57%.

Le costruzioni, che negli ultimi tempi hanno risentito della crisi in maniera consistente, vedono aumentare il numero delle imprese a +1,91%, un dato determinato anche dalla diminuzione di lavoro dipendente che spinge disoccupati ed extracomunitari a diventare lavoratori autonomi.

Positivi i risultati per i servizi di alloggio e ristorazione che crescono di oltre il 3% in un’ottica di sviluppo della vocazione turistica del territorio. Mentre il settore del commercio, le cui imprese rappresentano il 22% circa sul totale, presenta una situazione piuttosto stabile (-0,02%).

Buone prospettive anche nelle attività immobiliari che salgono di +7,68% e per le attività di noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese con +5,82%.

In evidenza la crescita del settore per la fornitura di energia elettrica, dovuto alla nascita nella Tuscia di imprese per la produzione di energie alternative.


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27 gennaio, 2012

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