Viterbo – Cede droga a detenuto durante un colloquio in carcere.
Sabato, 17 giugno, il reparto di polizia penitenziaria di Viterbo ha arrestato una donna italiana di 42 anni che, da quanto si apprende, durante un colloquio visivo con un detenuto ristretto a Mammagialla, ha tentato di cedergli 5 grammi di subutex destinati allo spaccio all’interno della struttura e che avrebbe fruttato alla coppia circa 1200 euro.
Dopo il sequestro, i poliziotti penitenziari del Mammagialla hanno esteso le operazioni di perquisizione all’auto della donna e nella sua casa a Roma, dove hanno ritrovato alcuni grammi di hashish e cocaina.
La donna è stata portata al carcere di Civitavecchia e il gip di Viterbo ha convalidato l’arresto, sottoponendola ai domiciliari.
L’arresto della donna, è il secondo in una settimana operato dagli uomini dal basco blu del carcere Mammagialla, in quanto alcuni giorni fa, un detenuto italiano, anch’egli romano, aveva aggredito due agenti all’interno del carcere viterbese, provocandogli delle lesioni. L’uomo è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni gravi, in quanto un agente ha riportato più di 20 giorni di prognosi.
Sottoposto a udienza di convalida innanzi al gip di Viterbo, si è visto convalidare l’arresto, ma nei suoi confronti non è stata applicata la custodia cautelare in carcere.
“La sigle sindacali di categoria – fanno sapere i rappresentanti provinciali Floris (Sappe), Natale (Osapp), Primi (Uspp), Fiani (Cgil Fp) e Napoli (Uil penitenziaria) -, si congratulano con il personale di polizia penitenziaria, in quanto tali operazioni vengono svolte, tra grave carenza di organico, mezzi e difficoltà operative di ogni genere.
Nonostante tutto, con spirito di sacrificio e abnegazione, si riesce a ovviare a tutte le lacune che l’amministrazione centrale penitenziaria, presenta. Siamo in stato di agitazione da molti mesi, ma nessuno ascolta le nostre rimostranze, gli istituti si pena italiani sono lasciati al loro destino, e solo con il senso di responsabilità degli uomini e delle donne della polizia penitenziaria, si limitano i danni, e si tampona giornalmente lo stato di emergenza a cui veniamo abbandonati.
Per questo il 21 saremo sotto la prefettura di Viterbo a rappresentare le nostre ragioni. Viva la polizia penitenziaria”.
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