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Lettere - Viterbo - Nino Fanti segnala il disagio per aver atteso per ore per un trasferimento dal pronto soccorso di Belcolle a un'altra struttra sanitaria della città

“Se non ci sono le ambulanze, almeno ce lo dicessero…”

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Il pronto soccorso di Belcolle

Il pronto soccorso di Belcolle

Viterbo - Il pronto soccorso di Belcolle

Viterbo – Il pronto soccorso di Belcolle

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Segnalo una disfunzione dell’ospedale di Belcolle, avvenutaci il 19 giugno, che purtroppo, almeno nelle mie esperienze, negli anni rimane una costante: il servizio di ambulanza per trasferimenti.

Dopo aver ricoverato mia madre 95enne al pronto soccorso con codice giallo e aver avuto il responso in tempo ragionevoli per gli accertamenti necessari, non essendo disponibili per il ricovero posti letto a Belcolle è stato disposto verso le 18,15 il trasferimento con ambulanza alla clinica Salus, con l’inoltro da parte del personale di turno al pronto soccorso dei fax di rito.

Purtroppo, l’attesa dell’ambulanza si è protratta eccessivamente in una totale assenza di informazioni circostanziate sul suo arrivo: a ogni domanda si avevano solo risposte generiche ed evasive dalle quali l’unica cosa chiara, anche dall’evidenza dei fatti, era che l’ospedale di Belcolle dispone solo di “una” o “una barra due” (testuale) ambulanze per ogni esigenza nelle 24 ore, ovviamente e comprensibilmente gestita secondo criteri di emergenza.

Dopo che, circa alle 21,40, avevo d’iniziativa verificato la disponibilità dell’ambulanza della Croce Rossa di Vignanello per il trasferimento – tempo 10 minuti e se avessi saputo lo avrei fatto subito – arriva inopinatamente, dopo le ripetute e crescenti rimostranze al personale di turno al pronto soccorso, l’ambulanza di Belcolle.

Naturalmente, e senza ragionevole dubbio, credo che siano stati fatti tutti i fax del caso (non ho capito bene a chi, forse all’autodrappello di Belcolle che dispone di “una” o “una barra due” ambulanze nelle 24 ore) anche se al giorno d’oggi sembra un po’ strano gestire attività del genere, con emergenza ecc., con una pila di fax.

Senza rampognare su disorganizzazione, sanità allo sfascio eccetera, rampogne che dal punto di vista medico/sanitario onestamente nella mia esperienza sarebbe ingiusto e contrario a verità, vorrei solo suggerire alla direzione di Belcolle che, in caso di penuria di ambulanze (o dell’unica ambulanza) per qualsiasi comprensibilissimo motivo, si raccomandi al personale di turno di manifestare la circostanza agli utenti affinché provvedano, se lo ritengono opportuno, in proprio: del resto esiste oramai una vasta rete di volontariato che può sopperire alle esigenze evitando penose e prolungate permanenze di ricoverati anche gravi nei corridoi.

Come nel caso sarebbe stato con la Croce Rossa di Vignanello che, non per campalinismo, voglio ringraziare per la tempestiva disponibilità scusandomi per il repentino annullamento della richiesta causa fulmineo sopraggiungere, dopo l’ultima rimostranza, dell'”una” o “una barra due” ambulanza di Belcolle. Ubi maior minor cessat.

Nino Fanti


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21 giugno, 2017

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