Viterbo – Invece delle Nozze di Figaro, hanno fatto le nozze coi fichi secchi.
La riapertura, o meglio, la riconsegna alla città del teatro Unione continua a far discutere. Probabilmente, non come s’immaginavano in comune.
“Non avevano i soldi per un’apertura degna – sbotta Luigi Maria Buzzi, capogruppo FdI – e pure per l’avvio della stagione, e nemmeno hanno voluto trovarli”. Adesso i lavori sono conclusi.
“Il contenitore c’è – continua Buzzi – ora serve parlare del contenuto. La gestione sarà fondamentale e noi vigileremo, per capire il perché di una scelta piuttosto che un’altra”.
L’affidamento all’Atcl, piuttosto che affidare la programmazione tramite bando, piace poco. Se ne discuterà in commissione, nel frattempo, pure Buzzi ha notato il (brutto) colpo d’occhio delle nuove poltrone rosse.
“Secondo me – continua Buzzi – non sono adeguate rispetto al contesto storico. Probabilmente la scelta è stata dettata da vincoli e norme sulla sicurezza, ma si poteva scegliere di meglio”. Le poltrone e non solo.
“Il nuovo sipario – incalza Buzzi – dal colore blu, chi lo ha scelto? È decontestualizzato dal resto, il colore dei palchetti e non solo. Siamo sicuri che quello storico, rosso, non fosse meglio?
Mi auguro che ci sia almeno stata una valutazione storica e artistica e che non sia stata una scelta dettata dal gusto personale di qualche tecnico. Su cui qualcuno avrebbe dovuto vigilare.
Non si tratta di trovare il pelo nell’uovo, ma di porre la giusta attenzione a un bene così prezioso per la città”.
Buzzi non cala ancora il sipario. “Quello storico che fine ha fatto? Lo recuperano?”.
Si poteva fare di più. “Invece – sottolinea Buzzi – si vede l’ottimo lavoro, svolto con professionalità e impegno da parte di Joppolo sui decori. Ma il comune, dopo tanti anni, poteva e doveva fare molto di più”.
Giuseppe Ferlicca
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