– Facile prendersela con le donne, anche se sono assessore. E soprattutto ingeneroso.
Arriva la replica del sindaco Giulio Marini al Pd che lo accusa di avere alzato l’addizionale Irpef comunale e contemporaneamente avere aumentato i costi della politica portando a dieci la sua giunta, con l’ingresso di due rappresentanti del gentil sesso.
Da un lato 650mila euro di tasse in più per i cittadini, dall’altra un incremento calcolato in centocinquantamila euro. C’è di peggio per il primo cittadino. “Le manovre firmate Monti e Tremonti – spiega Marini – tolgono quattro milioni e 200mila euro al bilancio comunale. Della nuova tassa sulla casa, Imu, a Viterbo non resterà niente, va girata tutta allo Stato, con tremila famiglie in comodato tra parenti che dovranno pagare per la casa. Insieme a tutti gli altri, prima abitazione compresa”.
In tutto questo: “Abbiamo aumentato l’Irpef dello 0,1%. Potevamo portarla al massimo, con un incremento di due milioni e 600mila euro, ci siamo fermati a 600mila euro. In ogni caso l’abbiamo fatto con grande difficoltà e con questo non abbiamo risolto tutti i problemi”.
Il minimo sindacale non basterà, intanto le spese per gli assessori, anche se considerate poca cosa, sono aumentate. “Siamo in difficoltà, ma i nuovi assessori non c’entrano – dice ancora Marini – è una goccia e mi sembra offensivo nei confronti di alcuni di loro considerarli sanguisughe”.
Dovevano per forza essere dieci? Se non diminuire, almeno si poteva lasciare lo stesso numero, nove. “Chiara Frontini – osserva Marini – era già stato deciso che dovesse entrare e siccome la sentenza del Tar m’imponeva di chiederlo anche all’unica consigliera presente, la Russo e lei ha accettato e siamo arrivati a dieci”.
Per due donne che entrano, poteva uscire qualche uomo. “Non mando via nessuno della mia squadra, perché tutti sono stati eletti dai cittadini”. Pure Claudio Taglia è stato eletto, eppure è stato mandato via. “In quel caso è stata una sua scelta, quella di non far più parte del gruppo in cui era stato eletto, passando a Fli”.
Eppure in maggioranza non è che tutti siano entusiasti di come lavorino alcuni assessori, piuttosto che il metodo elettivo, si poteva scegliere quello meritocratico e tagliare. “Con me nessuno parla – osserva Marini – questi scontenti io non li conosco.
Sui costi della politica non capisco questo accanimento, mentre quando mi sono dovuto dimettere da parlamentare nessuno ha mosso un dito.
Faccio presente che ora alla Camera ci sono quattro deputati che hanno sostituito me e altri tre sindaci.
Prima prendevamo una sola indennità, quella da deputato. Ora lo Stato ne paga il doppio, a me e a chi ha preso il mio posto”.
Considerazione ragionevole. Sotto il profilo politico il sindaco ha fatto una scelta legittima, aumentare gli assessori e al tempo stesso rivendica d’avere optato per un profilo basso nel rincaro Irpef.
Due azioni comunque che messe insieme rimangono difficili da far passare, seppure a Viterbo il centrodestra possa contare su un elettorato benevolo. Un’eredità per Marini da usare con parsimonia.
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