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Viterbo - Chiusa la strada d'accesso alla frazione divorata dalle fiamme - Gli abitanti continuano a essere senza linea telefonica - Iniziata la conta dei danni - Il sindaco Leonardo Michelini: "Interessate solo aree private"

Sant’Angelo ancora semisolata

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Viterbo - Vastissimo incendio a Sant'Angelo di Roccalvecce

Viterbo – Vastissimo incendio a Sant’Angelo di Roccalvecce

Viterbo - Vastissimo incendio a Sant'Angelo di Roccalvecce - L'intervento di vigili del fuoco e protezione civile

Viterbo – Vastissimo incendio a Sant’Angelo di Roccalvecce – L’intervento di vigili del fuoco e protezione civile

Viterbo - Vastissimo incendio a Sant'Angelo di Roccalvecce - L'intervento dei vigili del fuoco

Viterbo – Vastissimo incendio a Sant’Angelo di Roccalvecce – L’intervento dei vigili del fuoco

Viterbo – Sant’Angelo di Roccalvecce è ancora semisolata, dopo l’incendio di mercoledì. A essere chiusa è la strada d’accesso alla piccola frazione viterbese, 150 anime a 18 chilometri dal capoluogo.
La via che da Grotte santo Stefano porta a Sant’Angelo “è stata interrotta per i pali pericolanti della linea telefonica – spiega il sindaco Leonardo Michelini -. Le fiamme ne hanno bruciato la base e sono appena in equilibrio. Potrebbero crollare, e per questo la strada è stata chiusa. Fino all’intervento dei tecnici”.


Multimedia: video – Sant’Angelo in fiamme – slide – Roccalvecce in fiamme, paese evacuato – slide


E se i pali sono stati divorati dal fuoco, a essere interrotta è anche la linea telefonica. Pochissimi danni, invece, a quella elettrica. Ieri è stata ripristinata, e la manciata di case rimaste al buio sono tornate ad accendere la luce.

E’ entrata nel vivo la conta dei danni. Fortunatamente non si registrano né feriti né abitazioni incendiate. Ma a bruciare sono state alcune rimesse di campagna, oltre a ettari di bosco, di campi e alberi da frutto, soprattutto oliveti. “Ad andare in fiamme è stato moltissimo bosco – sottolinea Michelini -, ma al comune non dovrebbe spettare nessun intervento di bonifica o ripristino. Le aree incendiate sono tutte di privati cittadini”. Centinaia invece gli animali morti. Sopratutto conigli e galline, soffocati dal fumo.

L’inferno a Sant’Angelo di Roccalvecce si è scatenato alle 14 di mercoledì. E’ di quell’ora la prima chiamata ai vigili del fuoco. La partenza da Viterbo e Gradoli è immediata. Intervengono due squadre, poi l’autobotte, il funzionario di guardia, il capoturno e il direttore delle operazioni di spegnimento. Ma le fiamme si propagano in una manciata di minuti. Alimentate dal vento caldo, iniziano ad ardere tutta la sterpaglia dei campi, fino ad avvicinarsi alle abitazioni. In volo si alzano anche due elicotteri e un Canadair. E’ necessario spegnere l’incendio sia da terra che dell’alto.

Il fuoco è tanto. Come il fumo, che pian piano si alza in aria. Intorno alle 15, vigili del fuoco, protezione civile, carabinieri, forestali e polizia locale fanno evacuare la popolazione. Più di 150 persone vengono costrette a lasciare le loro case. L’intera popolazione è in strada. La maggior parte sono anziani, e a soccorrerli ci sono i volontari della croce rossa e i sanitari del 118. Fortunatamente nessuno lamenta malori né ci sono feriti, ma gli abitanti sottolineano come non abbiano “mai provato così tanta paura”.

L’incendio è stato domato nella tarda serata di mercoledì, ma le operazioni dei vigili del fuoco sono durate tutta la notte.


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23 giugno, 2017

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