Riceviamo e pubblichiamo – Non voglio entrare nel merito degli effetti amministrativi che la sentenza del Tar ha innescato nel nostro Comune, di questo hanno già parlato i miei colleghi e il gruppo Pd ha preso chiaramente le distanze dal modo con cui sono state inserite due donne nella giunta, desidero, invece, fare alcune considerazioni sul prima e sul perché della nostra azione precedente e attuale.
Ovvero: l’azione caparbia e instancabile del Pd. Perché fosse rispettato l’articolo 51 della Costituzione, perché di questo si tratta, non di quote rosa, ma del costosissimo raggiungimento delle pari opportunità.
Niente altro, e l’azione di questi anni ne è la prova, da ultima la proposta di modifica dello statuto comunale perché siamo convinti, e non potrebbe essere altrimenti, che è necessario rappresentare la società nella sua interezza perché l’azione di un qualsiasi organo rappresentativo sia maggiormente efficace.
C’è qualcuno (anzi, molti) che sostengono che i peggiori nemici delle donne siano le donne stesse, io non credo, credo, semmai, che il peggior nemico dell’attuazione delle pari opportunità sia un concetto della politica escludente, che non riconosce l’altro a qualsiasi livello e questa politica può essere agita da chiunque, uomo o donna che sia.
E allora è questa la sfida che ci è davanti, come amministratori, nel saper cogliere le opportunità che questo nuovo assetto della giunta ci offre e, come dirigenti nei nostri partiti, nel rimuovere gli ostacoli che rendono più difficile l’elezione delle donne, a cominciare da una diversa composizione delle liste.
A questo proposito ho trovato una risposta che scrivemmo nel 2009 al sindaco, come consigliere Pd, risposta ad una sua frase il cui senso era: ”Se volete essere in giunta dovete farvi eleggere”, ma se la realtà è data da pochissime donne in lista è chiaro che le possibilità diminuiscono proporzionalmente.
Eppure basta guardare i dati di illustri istituzioni internazionali, come l’Ocse per vedere come i Paesi in cui è maggiore la rappresentanza femminile è più alto il livello della democrazia e, cosa di non poco conto in questo periodo, è più alto il Pil.
Perché la democrazia, intesa come diminuzione delle disparità produce progresso e il progresso si traduce in migliore economia.
Anche solo questo dovrebbe indurre i più retii a fare un passo in avanti, a liberarsi di tutti gli egoismi che hanno portato fin qui, se proprio non si vuole riconoscere il dato ideale di giustizia ed equità.
E allora io mi auguro che da qui possa partire una riflessione anche all’interno del Pdl, come c’è stata nel nostro partito, dove sta dando i suoi frutti.
Non mi nascondo dietro il dito, negando le difficoltà che ci sono anche dalla mia parte, ma noi le stiamo affrontando e risolvendo.
Mi auguro che questa occasione che vi abbiamo dato, portando avanti la nostra battaglia per le pari opportunità con ostinazione e costanza possa essere colta adeguatamente e che già dalla prossima giunta la rappresentanza di genere sia garantita, senza dover ricorrere alla magistratura.
Se spetterà a noi questo compito sapremo assolverlo, mi auguro che altrettanto si potrà dire di voi, malgrado le premesse.
Linda Natalini
Consigliere comunale Pd
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