![]() |
– Chi figlie e chi figliastre. Tanti auguri alla nuova assessora Chiara Frontini dal Pdl e poco o niente per Maria Antonietta Russo.
Dispari opportunità fatta notare da Alvaro Ricci (Pd).
Ma l’allargamento della giunta si poteva evitare, licenziando qualcuno tra gli assessori inoperosi, per Ricci.
Roberto Bennati (Pdl) si associa agli auguri alle nuove entrate e chiede che i costi complessivi della politica non aumentino. “Lo ribadiamo chiaramente, per fare chiarezza su cifre che non hanno senso”. Mentre Paolo Barbieri (Udc) non ringrazia il Pd per il ricorso al Tar sulle quote rosa.
Arrivare in giunta per effetto di una decisone da parte di un tribunale, avrebbe dato fastidio a Ottavio Raggi (Pdl).
“La domanda che mi pongo – spiega Raggi – è se le due sono assessore perché il loro nome finisce con la a, o se perché sono brave. Non si può prendere un posto solo perché sei un uomo o una donna.
Oggi in giunta in percentuale ci sono più donne che non in consiglio, questo rapporto non è giusto”. Un ragionamento portato al limite. Poi al sindaco: “Non siamo stati molto coinvolti – spiega Raggi – anche se è prerogativa del primo cittadino le nomine. Per i costi, spero non ci siano aumenti nelle spese del consiglio”.
Marcuccio Marcucci è contro le pari opportunità, invece. “Non perché sono maschilista – spiega – anche se sono maschio”. Poi critica la sentenza del Tar. “Che democrazia è questa, se ha bisogno dei ricorsi ai tribunali?”.
Quindi parla della magistratura, accenna al presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, di cui oggi si sono celebrati i funerali, ricordando che sia morto e dal banco della giunta si sente distintamente una frase: “Grazie a Dio”. E’ l’assessore Sandro Zucchi.
Tornando alle quote rosa, alla minoranza Mauro Rotelli (Pdl) ricorda come quanto avviene a Viterbo succede anche in altre città amministrate dal centrosinistra.
Mauro Innocenzi (Sel) è trasecolato per i commenti nei confronti della scomparsa del presidente Scalfaro e per il fatto che non siano intervenuti sindaco e il presidente del consiglio, ma Marini e Micci protestano a loro volta. Sono intervenuti sull’assessore Zucchi che sulla morte di Scalfaro si era fatto uscire una battuta non esattamente felice: “Grazie a Dio”. E’ stato zittito assicurano i due. Grazie a Dio.
Un commento infelice per Luisa Ciambella che lo ricorda durante la seduta, chiedendo un minuto di silenzio.
“I commenti dei colleghi – spiega il presidente Micci – sono stati ripresi da me e dal sindaco Marini, poi ognuno se ne assume le proprie responsabilità”.
Massimo rispetto per la scomparsa di Scalfaro, ma sull’operato politico il giudizio di Mauro Rotelli (Pdl) non è positivo.
Roberto Bennati (Pdl) ricorda quando Scalfaro fu invitato a Viterbo. “Non come politico, ma come persona impegnata della politica. A Santa Maria della Quercia non aveva il timore di tenere il distintivo dell’Azione Cattolica. Ci colpì il suo impegno cattolico in modo laico e il suo senso profondo d’antifascimo e anticomunismo”.
Ottavio Raggi minimizza, una battuta è una battuta. Al di là del cordoglio umano.
Arriva il minuto di silenzio, ma i banchi della maggioranza nel frattempo si sono svuotati. Un’uscita silenziosa.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY