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Politica - La lettera di consiglieri di opposizione contro l'amministrazione comunale

“A Marta un porto che non parte”

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Marta - Il porto senza imbarcazioni

Marta – Il porto senza imbarcazioni

Marta – Riceviamo e pubblichiamo – Un grande danno economico per la comunità locale. Il “porto che non parte”.

A chiarire i come e i perché di questo bluff siamo noi, i consiglieri di opposizione a dire ai cittadini quanto segue.

Delusi ed increduli. Appesi a un filo, quello di una rapida definizione dell’affare porto.

Questo è lo stato d’animo di noi consiglieri di opposizione ma anche e soprattutto di tutti i martani e di tutti i turisti che confidavano nell’assegnazione di una quantità di posti barca non pari a quella promessa lo scorso anno in campagna elettorale, impraticabile e farneticante, ma almeno sufficiente a soddisfare le esigenze dei diportisti e delle attività commerciali collegate all’indotto.

Si grida allo scandalo e al complotto, si accusa la regione di immobilismo e incompetenza, si rivendica la regolarità e la purezza dell’operato del comune. Si parla addirittura dello zampino di qualcuno nella vicenda. Ma la questione porto, specchio d’acqua, posti barca (chiamiamola come vogliamo) è veramente così come è stata presentata al consiglio comunale e descritta dall’assessore ai Lavori pubblici sulle testate giornalistiche?

Questa è la domanda che ci siamo posti noi consiglieri di minoranza e alla quale intendiamo dare una risposta sia con un excursus storico della vicenda che attraverso informazioni accertate direttamente all’ufficio regionale competente.

La storia ha inizio con la nota n. 341595/GR/23/15 del 28/06/2016 della direzione regionale ricorse idriche e difesa del suolo – Area Concessione che afferma “lo specchio d’acqua ricadente nella zona interessata dalla realizzazione del nuovo molo non è assentibile in uso esclusivo in quanto il medesimo è stato realizzato non per aumentare la capacità ricettiva ma come opera idraulica a protezione della darsena esistente”.

E’ palese pertanto che la nuova opera non può essere utilizzata come porto e che la Ragione, peraltro, riconosce una capacità ricettiva. La nota di cui stiamo parlando è di un anno fa. Cosa fa la giunta comunale? Anziché attivarsi per rimuovere le criticità, con delibera n. 85 del 13/07/2016 promette fuoco e fiamme contro la regione. Nomina “stimati avvocati del Foro di Roma” e minaccia inutili quanto costosi contenziosi. Passa l’inverno e, in data 22 marzo l’amministrazione comunale si riattiva con la richiesta di concessione posti barca (circa 350).

La regione risponde con nota dell’11 maggio (dopo 50 giorni dalla richiesta, anche questo è immobilismo della regione?) ribadendo quanto già indicato nella nota del 28 giugno ovvero che la richiesta presentata dal comune non può essere accolta perché non conforme alla normativa di riferimento e cioè alle DD.G.R. 3784/1990 e 1915/1994.

La prima prevede circa 90 posti barca la seconda esplicita chiaramente la procedura da seguire per la redazione dell’istanza, dell’istruttoria e degli elaborati grafici che sono ad esclusivo carico del comune.

Troppo pochi novanta posti barca? Certo, stiamo parlando di una delibera di ventisette anni fa che non tiene conto degli sviluppi turistici di Marta e del mercato della nautica da diporto! La Giunta Comunale (che ricordiamo essere figlia della precedente amministrazione con cariche invertite tra Sindaco e vicesindaco), se attivata per tempo e magari in sinergia con gli altri comuni interessati, avrebbe dovuto chiedere una delibera di giunta regionale che rideterminasse la capacità ricettiva e perché no che aggiornasse le procedure dell’istruttoria.

Arriviamo però alla storia di questi giorni, la nota di risposta della regione abbiamo detto che è dell’11 maggio. A questo punto il sindaco chiede un incontro con l’opposizione e, in data 30 maggio in una riunione in comune durata fino a mezzanotte veniamo a conoscenza della problematica in atto.

Nel successivo consiglio comunale convocato d’urgenza, (dopo oltre 20 giorni dal diniego della Regione, sempre a proposito di immobilismo regionale) è stata approvata all’unanimità una mozione nella quale viene disposto che:

– la Giunta e gli uffici comunali preposti si attivino nella presentazione di idonea documentazione rispondente alla normativa regionale vigente con l’unico fine di salvare questa stagione e non assistere al desolante spettacolo del porto vuoto; un colpo allo stomaco per ogni martano ed all’economia del paese

– annullare, in autotutela, il bando per l’affidamento a terzi della gestione del porto al fine di evitare contenziosi giudiziari che vedrebbero tristemente soccombere il Comune di Marta; oltre il danno anche la beffa

– procedere al rimborso delle quote già versate dai richiedenti il posto barca

Delusi, increduli e arrabbiati. Dobbiamo purtroppo constatare che quanto sbandierato dall’attuale amministrazione in campagna elettorale con la messa in scena dell’inaugurazione dell’opera muraria realizzata all’incile del fiume Marta risulta essere in realtà un grande bluff che, a causa dell’incapacità di questa amministrazione, si sta rivoltando contro la stessa cittadinanza.

Marta ha necessità impellente di un’amministrazione che sappia governare anziché limitarsi al mero e sterile esercizio di potere. Un’amministrazione in grado di trovare soluzioni autorevoli e definitive

I consiglieri di opposizione:
Antonio Lisoni
Prugnoli Mario
Consalvo Dolci
Paride Sassara


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27 giugno, 2017

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