Riceviamo e pubblichiamo – Illustrissimo presidente amministrazione provinciale Marcello Meroi,
Ancora una volta siamo uniti nel dolore per la drammatica scomparsa di una giovane donna.
Non credo che battendosi il petto più di altri si possa contribuire ad individuare quali siano le cause del drammatico evento, viste le dichiarazioni degli assessori provinciali che con i loro ruoli Istituzionali potevano e possono incidere sulla scelta di determinate misure di sicurezza.
Con tutto il rispetto per chi opera negli Assessorati, anche se sono stati investiti per quel tratto stradale centinaia di migliaia di euro, questo non ha purtroppo consentito di salvare vite umane.
Continuano a morire persone a causa di incidenti stradali e ad oggi non si è riusciti ad interrompere definitivamente questa catena mortale, stiamo parlando concretamente di un tratto di strada Viterbo-Tuscania che ha mietuto vittime, sempre nello stesso punto, in questi ultimi anni.
Si dice e si discute di sicurezza per chi viaggia, si afferma statisticamente che aumentando la qualità di manutenzione della strada si hanno meno incidenti, però con un maggiore tasso di mortalità.
Ma siccome in questo tratto di strada lindice di mortalità tutti sanno che non è basso, il problema permane in tutta la sua drammaticità.
La domanda rimane sempre quella : perchè data la pericolosità del tratto omicida non si è pensato a soluzioni che invece potevano e possono risparmiare vite umane ?
Non possiamo sempre continuare a fare discorsi che non affrontano il problema alla radice.
Impantanarci in dichiarazioni evasive riguardo il problema, senza fornire una analisi concreta che ne prospetti la soluzione, non arreca allo stato delle cose tranquillità e sicurezza agli automobilisti.
Si deve prendere atto realisticamente che le azioni intraprese fino ad ora non riescono a risolvere il problema e rimanendo così le cose, nulla ci autorizzata ad escludere altri incidenti ed altre possibili vittime sulla strada Viterbo-Tuscania.
Da tempo si è capito che in quel tratto di strada si deve intervenire modificando radicalmente il tracciato eliminando le due curve in questione.
Alcuni diranno che per far questo, è necessario un ingente stanziamento economico. La domanda che mi faccio in alternativa è se di contro sia umanamente tollerabile continuare ad assistere a questa sequenza di morti, piuttosto che intervenire anche economicamente per dire basta a tutto ciò.
Distintamente,
Beno Salvatori
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