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Viterbo - Consiglio comunale - Luisa Ciambella dopo che la minoranza ha abbandonato l'aula non partecipando alla discussione

“Rispettati i tempi, la discussione sul rendiconto si doveva fare”

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Luisa Ciambella

Luisa Ciambella

Viterbo - Consiglio comunale

Viterbo – Consiglio comunale

Viterbo – “Rispettati i tempi, la discussione sul rendiconto si doveva fare”. Luisa Ciambella precisa che, in consiglio comunale, la minoranza ha abbandonato l’aula non partecipando alla discussione. Il provvedimento è passato all’unanimità coi voti della maggioranza.

L’assessora al Bilancio tiene a sottolineare. “Dobbiamo spiegare cosa è successo – ha detto Ciambella -, altrimenti la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni si amplifica in maniera immotivata. Il rendiconto è il resoconto della gestione dell’anno precedente, una fotografia di quello che si è fatto. Il regolamento di contabilità de comune del 2003, superato in ogni sua parte, prevede la notifica dei documenti ai consiglieri, cosa che non è mai accaduta al comune di Viterbo negli ultimi 12 anni. La legge invece stabilisce che 20 giorni prima dell’approvazione del rendiconto si debba mettere a disposizione la documentazione necessaria, così come noi abbiamo fatto. Io 6 giugno abbiamo pubblicato sull’albo pretorio il rendiconto e i suoi allegati”.

L’assessora ha precisato: “Proprio nel rispetto della tempistica, il 22 giugno abbiamo accolto eccezioni della minoranza e non abbiamo discusso il punto perché non avevamo maturato i 20 giorni. Anche se eccezioni di questo tipo non sono mai esistite al comune perché sono segno di un atteggiamento ostruzionistico. Oggi c’erano i termini. Non solo, abbiamo favorito la discussione con ben due commissioni, per cui abbiamo provveduto all’approvazione come era giusta perché i cittadini devono sapere che dietro queste schermaglie all’interno del consiglio e discussioni di lana caprina, chi ci rimette sono loro, perché la mancata approvazione de rendiconto comporta una serie di complicazioni amministrative, prima fra tutte il blocco delle assunzioni del personale che ricade su di loro e non su chi fa battaglia su questioni che non esistono”.

Infine: “A riprova del nostro lavoro corretto e documentato dal parere del segretario c’è il fatto che l’ultimo rendiconto dell’amministrazione Marini non ha effettivamente rispettato i termini perché approvato il 23 maggio 2013 ha visto mettere a disposizione la proposta ai consiglieri solo il 15 maggio. 
Il parere dei revisori è arrivato tre giorni prima. Le commissioni consiliari si sono tenute uno e due giorni prima dell’approvazione. Fuori da ogni punto di vista formale. E non ci sono state minacce di ricorsi al Tar o di smuovere le istituzioni che hanno ben altre cose da fare”.


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29 giugno, 2017

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