Viterbo – (g.f.) – “La provincia è socia al 50% del Consorzio biblioteche, ecco perché può affidare al consorzio palazzo degli Alessandri, per ridargli dignità”.
Ai dubbi di un lettore, Carlo Polidori, sulla gestione, prova a rispondere il commissario del consorzio Paolo Pelliccia.
Tutto nasce dalla polemica per la chiusura dello storico palazzo a San Pellegrino, durante il periodo di Caffeina. Nonostante l’ente presieduto da Pelliccia ne avesse fatto richiesta.
Il commissario ha spiegato come l’intenzione sia quella di renderlo fruibile tutto l’anno. Risorse e progetti permettendo.
“Al consorzio era stato proposto anche l’affidamento della sala Anselmi, ma dobbiamo considerare ma ci manca il personale”.
Dalle parti di palazzo degli Alessandri, invece: “Così com’è, utilizzarlo per un periodo limitato, può anche andare bene, ma in modo permanente, no. C’è umidità, vetri rotti, infissi da sistemare, infiltrazioni. Serve intervenire.
La provincia ha dato l’incarico al consorzio e io cerco di assolvere al mio compito. Già sono state inviate le lettere e avviate le procedure”.
Partendo dal renderlo il più fruibile possibile. “Per i gradini – osserva Pelliccia – almeno va predisposto un corrimano in ferro battuto da un artigiano, per accompagnare persone in difficoltà o anziani.
Purtroppo, chi è su una carrozzella, difficilmente riuscirà a salire”. Qualcosa ci si potrebbe inventare.
“Stiamo studiando con un tecnico, alla torre Scacciaricci, la possibilità di un ascensore a pompa, in vetro. Sul genere di quelli utilizzati in altri palazzi antichi”.
In generale, Pelliccia ha un progetto per mantenere sempre aperto il palazzo. “Promozione alla lettura – anticipa il commissario – in continuità con l’attività svolta dal Consorzio biblioteche. Con focus mensili o settimanali, da valutare con editori che lì potrebbero presentare i loro marchi.
Si fanno promozione, come se fosse una libreria monomarca. Per il consorzio significherebbe anche avere un presidio nel cuore della città”. Sistemare il palazzo non escluderebbe altri dall’eventuale utilizzo.
“Se Caffeina o chi per loro intenderanno realizzarci iniziative, benissimo. A Natale pensano a luminarie? È giusto che ci siano. Vogliono allestire una mostra? Bene. Vorrà dire che la fondazione o non spenderà nulla per l’uso dei locali. Avendo a disposizione una struttura degna”.
Con una precisazione. “Va rimarcato che si tratta di un luogo pubblico, quindi la fruizione deve essere gratuita. Su questo non è possibile derogare.
Ma ci tengo a sottolineare, come tutto si sta svolgendo nella massima trasparenza. Ecco perché sono a disposizione per qualsiasi altro tipo di chiarimento”.
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