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Viterbo - Simonetta Badini, presidente dell'associazione Facciamorete dopo le dichiarazioni in merito del sindaco Marini

Termovalorizzatore, convenienze non lugimiranti

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Simonetta Badini

Simonetta Badini

Riceviamo e pubblichiamo – Il nuovo piano regionale dei rifiuti sta facendo molto discutere, soprattutto riguardo all’esultanza del sindaco di Viterbo rispetto alla sua incondizionata disponibilità ad accogliere un termovalorizzatore nella città dei Papi.

Tanti coloro i quali hanno sollevato perplessità sulla reazione del nostro primo cittadino, che risulta essere ancora più insolita poiché sembra non sia contemplata l’individuazione del nostro territorio urbano nei piani regionali. Allora perché tanta enfasi nell’accogliere una ennesima servitù che contribuirebbe ad aggravare il degrado e l’involuzione in cui già verte quasi irreversibilmente la nostra città?

Un impianto così impegnativo e sovradimensionato per le mere esigenze domestiche attirerebbe rifiuti dalle altre province del Lazio che invece non sembrano per nulla intenzionate, almeno per il momento, a svendere tanto facilmente la loro integrità territoriale. E, se le loro decisioni future al riguardo fossero tese alla indisponibilità verso il progetto avanzato dalla Regione, a Viterbo si concentrerebbero rifiuti che oggi dal Lazio raggiungono anche i paesi d’oltralpe.

Allora come è possibile che, in un momento storico già così difficile per le economie globali e in particolare per quelle più fragili dei territori più emarginati, dove manca ogni prospettiva per le future generazioni, si continui a guardare solo a convenienze contingenti e non lungimiranti? Mentre poi si assiste al virtuosismo di alcune metropoli come San Francisco che, nonostante le oggettive difficoltà dimensionali, riescono a ottenere risultati eclatanti: l’assessore all’ambiente Melanie Nutter è estremamente orgogliosa di avere già raggiunto il 78% di raccolta differenziata e auspica per il 2020 l’ambizioso obiettivo “Rifiuti Zero”, senza inceneritori o discariche “tal quali”.

Una politica, dunque, tutta a favore  dei cittadini, che pagano così meno tasse, dell’ambiente e del sistema in generale, con la creazione di 500 nuovi posti di lavoro. Si può dunque ancora tacere se le scelte nel nostro territorio continuano a essere dettate da volontà arbitrarie che sovrastano l’interesse collettivo?

Come possono i cittadini ancora accettare coercizioni calate dall’alto e non condivise con l’opinione pubblica, con coloro che dovranno crescere i loro figli in un territorio che potrebbe rappresentare il vanto culturale, ambientale e agricolo dell’intera regione e che invece si appresta a divenire “discarica” delle altrui “negatività”?

Simonetta Badini
Presidente Facciamorete – Associazione socio-culturale per lo sviluppo sostenibile dei territori


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2 febbraio, 2012

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