Viterbo – Firmato il protocollo di intesa per il controllo e la gestione delle emergenze sanitarie e ambientali in provincia di Viterbo. “Un protocollo – ha detto subito il responsabile della cabina di regia del servizio sanitario regionale, Alessio D’Amato – che nasce anche dall’esperienza del rogo dell’impianto di trattamento dei rifiuti di Casale Bussi a Viterbo”. Un mese e mezzo fa, quando alcuni locali dell’impianto presero fuoco. “In quel momento le istituzioni intervenute – ha proseguito D’Amato – si sono rese conto della necessità di un coordinamento. Fare sistema al servizio del territorio e dei cittadini”.
“Fare sistema – ha spiegato la direttrice generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti – per garantire un intervento coordinato ed efficace in caso di calamità legate anche ad attività produttive che coinvolgono la lavorazione e lo stoccaggio di sostanze e merci che costituiscono un rischio potenziale per la salute e per l’ambiente”.
È questo l’obiettivo del protocollo siglato oggi da Daniela Donetti, dal comandante dei vigili del fuoco della provincia di Viterbo, Giuseppe Paduano, e dal direttore generale dell’Arpa Marco Lupo. Tra i firmatari, inoltre, Ugo Della Marta, direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana (Izslt), e Maria Paola Corradi, direttrice generale dell’Ares 118.
La firma del documento è avvenuta durante l’incontro “Interventi di emergenza. Un impegno comune per la salute e la tutela del territorio” svoltosi oggi presso il centro culturale di Valle Faul a Viterbo.
A intervenire anche il sottosegretario del ministero dell’interno, Gianpiero Bocci. “Un protocollo fondamentale – ha detto il sottosegretario –, un esempio per l’intero paese che se riuscisse a fare cose normali come questo protocollo sarebbe sicuramente in grado di costruire un futuro migliore”.
“In un momento in cui l’Italia brucia come non mai per i continui incendi – ha poi aggiunto il vice ministro –, attivare la collaborazione tra più livelli istituzionali non solo è una scelta intelligente, ma un dovere per evitare eventi drammatici dove spesso le responsabilità dell’uomo e della pubblica amministrazione sono evidenti”.
Sono due gli elementi portanti del documento firmato in serata. Il primo, la necessità di avere una comunicazione il più possibile corretta e integrata. Il secondo, avere a disposizione una banca dati che permetta un rapido scambio di informazioni “per costruire – ha sottolineato Bocci – tutte quelle condizioni per evitare che un evento calamitoso possa verificarsi”.
Cosa prevede il protocollo? “In caso di evento incidentale e/o accidentale calamitoso – sta scritto sul documento – i vigili del fuoco intervenuti sul posto… se lo ritengono necessario, attivano i contatti telefonici con il personale del Dipartimento di prevenzione dell’Azienda USL di Viterbo (questo ove necessario, coinvolge l’IZSLT) e/o ARPA Lazio per gli eventuali aspetti di competenza indispensabili per la gestione dell’intervento”.
“ASL e ARPA – prosegue il protocollo – possono altresì attivarsi reciprocamente qualora l’evento comporti la necessità di una operatività congiunta e l’esigenza di coordinarsi fin dall’inizio dell’intervento”. Asl e Arpa valuteranno poi “se recarsi sul posto con immediatezza ovvero di predisporsi all’intervento rimanendo a disposizione in attesa di aggiornamenti da parte dei vigili del fuoco”. In caso di attivazione, Arpa, Asl e Istituto zooprofilattico collaborano “con le proprie competenze alla individuazione della strategia di intervento”.
Daniele Camilli
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