Viterbo – (g.f.) – “Le isole di prossimità non funzionano”. Rifiuti, anche l’assessore Maurizio Tofani alza bandiera bianca.
Lo fa in consiglio comunale, incalzato dall’opposizione. Per l’immondizia, Viterbo non è un’isola (di prossimità) felice. Ma lo è stata. Se non felice, almeno serena.
“Fino allo scorso anno, a parte rare eccezioni – osserva Tofani – andavano bene. Poi qualcosa è cambiato.” Qualcosa o qualcuno.
“È subentrata una nuova proprietà nella società che si occupa del servizio – spiega Tofani – e hanno stabilito di ritornare agli obblighi contrattuali previsti dal capitolato d’appalto, sul numero dei cassonetti e sulle frequenze di pulizia”.
Ovvero, togliendone cassonetti e tornando da sei a tre passaggi. Il che ha spinto l’amministrazione a dover aumentare la frequenza, ma pagando per il servizio aggiuntivo. Circa 250mila euro l’anno.
“La precedente proprietà – ricorda Tofani – in modo assolutamente autonomo aveva portato i passaggi da tre a sei. Perché lo facesse io non lo so, ma i nuovi proprietari hanno ritenuto di doversi rimettere in linea con gli obblighi contrattuali”.
E gli effetti si sono visti. Cumuli di rifiuti ovunque.
Ma un punto resta fermo: “A prescindere da passaggi e cassonetti – osserva Tofani – noi l’immondizia la dobbiamo togliere”.
Elpidio Micci torna sull’ecocentro di Grotte Santo Stefano, in condizioni pessime e a lungo chiuso.
“È di proprietà della società – ribatte Tofani – chiuso perché le documentazioni sono scadute da tempo ed è stato necessario riprendere tutta la situazione in mano”.
L’appalto è in scadenza. Va pensato al prossimo. Si riuscirà a fare tesoro dell’esperienza passata?
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY